Capitolo 64

Secondo atto

 

Il sipario si aprì e nel palco l'oscurità regnava indiscussa, accarezzando con morbidi giochi di luce lo scenario retrostante, fin quando due ombre scure tratteggiate di ossa bianche fecero il loro ingresso accompagnate da una melodia, una seconda overture, l'entr'acte che racchiudeva in sè diverse melodie, le più belle di quelle sentite fino a quel momento.

I due impresari dunque attirarono su di loro l'attenzione mentre una grande macchian si muoveva, portando al centro della scena una grande scalinata ancora immersa nelle tenebre fino all'attacco della prima canzone del secondo atto.

 

Masquerade!
Paper faces on parade . . .
Masquerade!
Hide your face, so the world will never find you!
Masquerade!
Every face a different shade . . .
Masquerade!
Look around - there's another mask behind you!

 

I ballerini, prima immobili sulla scena, presero magicamnete vita, dando vita ad uno dei momenti più frizzanti dell'opera, pieno di colore e di vita; persino madame Giry, e la Carlotta con Piangi partecipavano alla canzone e al balletto, e tra di loro i due novelli fidanzati, Christine Daaè e il visconte de Chagny, che entrarono quasi in sordina, dialogando tra le note durante un interludio.

Un fidanzamento segreto...perchè doveva essere segreto, si chiedeva lui, regalandole un bacio e ricordandole che si era promessa a lui.

Fingere, questo le chiese la ragazza: perchè lui non sapeva, lui non capiva.

 

You will understand in time....

gli promise e la canzone proseguì, un finale in pompa magna, con oltre 150 persone sullo stage.

Ebbene, tutte rimasero in pietrificato silenzio quando un'altro ritmo si sostituì alla gioia di un minuto prima.

Il fantasma avevafatto il suo ingresso in scena, una maschera tetra immersa nel rosso più scarlatto, unmare di sangue vivo e scendeva dalle scalinate, ogni gradino segnato da una variazione nella musica.

 

Why so silent, Good monsieurs?

Did you think...that I had left you for good?

Have you missed me, good messieurs?

I have written you an opera!

 

E lanciò lo spartito tra le mani di uno dei due impresari, che non osò lasciarlo cadere a terra.

Vi sono cose peggiorni di un lampadario in pezzi...

Questa frase fece rabbrividire i presenti al ballo; solo lei, Christine, come ipnotizzata, raggiunse il fantasma che, con uno scatto, folle, le strappò la catena dal collo.

 

You're chains are still mine!

You will sing for me!

 

Così ebbe termine la festa.

Raoul aveva seguito il fantasma solo per incontrare madame Giry, che in breve gli raccontò una storia...

La storia di un genio...

La vita di un mostro.

Raol infine comprese di chi parlava.

E nonostante ciò, non poteva perdonare.

La scena dunque si aprì nell'ufficio dei due managers,Andrè  intento a sfogliare lo spartito del Don Juan Thriumphans, ritenendola il frutto di una mente malata, di un folle, mentre Firmin lesse le due note in cui il fantasma aveva lasciato le sue istruzioni, le stesse che nel film Gerard aveva cantato sulla scalinata.

Istruzioni sull'orchestra, sui cantanti, soprattutto Piangi e Carlotta che entrarono, infuriati per i ruoli miseri che erano stati affidati loro.

A seguire anche Christine e il visconte entrarono nell'ufficio, insieme a madame Giry, questa foriera di un' ultima nota: Christine Daaè dovrà cantare.

La ragazza era visibilmente scossa, ma non aveva importanza: dopo le note, Raoul riflettè su quale piano avrebbe potuto portare ad una conclusione questo regno del terrore; mettere in scena l'opera, far cantare Christine, intrappolarlo.

 

No...riflettè lei, arretrando.

" Non posso, non farmelo fare", pregò inutilmente Raoul e i due impresari.

Affrontarlo ancora...non l'avrebbe lasciata andare mai più.

Lei non lo avrebbe lasciato mai più.

Non le importava delle accuse della Carlotta di voler diventare diva al suo posto...

Cosa poteva essere diventare una diva, se intrappolata nelle ombre?

E se una volta attraversata quella soglia nell'oscurità, non avesse potuto più tornare indietro?

 

Don't put me through this ordeal by fire...

 

Sapeva, che se avesse incontrato il fantasma, e se lui l'avesse portata via con sè, nulla l'avrebbe potuta condurre indietro e salvare.

Lui sarebbe stato lì...

Sempre.

Raoul provò a convincerla, mettendosi di lato con lei, poco distanti i due managers che discutevano con la Carlotta e l'insegnante di danza.

Era difficile, lo capiva...

Era rischioso, ma lei non doveva temere.

 

You said yourself...

He was nothing but a man...

 

Christine l'aveva detto...

Ma ancora ne dubitava.

Come poteva un uomo conoscere così la sua anima, elevarla al cielo con la musica?

Perchè il destino aveva donato a lei la possibilità di udirlo e non la capacità di amarlo?

Perchè era un mostro?

Lo era davvero?

Se ne dubitava, allora perchè tremava al pensiero di incontrarlo?

 

Twisted every way, what answer can I give?

Am I to risk my life to win a chance to live?

Can I betray the man who once inspired my voice?

Do I become his prey?

Do I have any choice?

 

La ragazza era rimasta in piedi, scrutando il suo futuro marito negli occhi, prima di chinare lo sguardo.

Quegli occhi scuri l'avevano accusato...

Accusato di non amarla abbastanza...

Accusato di lasciarla sola a rischiare la vita.

 

Christine...Christine..don't think I don't care...

 

la sua voce si era fatta dolce, e l'aveva abbracciata, avvolgendola col suo calore e baciandole la fronte prima di prenderle le mani nelle proprie,

 

But every hope and every prayer rests in you...

 

Christine aveva sfuggito la sua stretta, correndo via, fuori dall'ufficio, lontano dallo stage.

Raoul la vide correre; sapeva che avrebbe affrontato quel rischio, e temeva per lei...

Alzò lo sguardo, desiderando ardentemente poter affrontare quel mostro di persona.

 

So, it is to be war between us, but this time, clever friend, the disaster will be on you!

 

****

 

La scena cambiò lentamente, una scaramuccia in cui il fantasma manifestava la sua presenza invibile facendo suonare un pianoforte davanti ai terrorizzati Piangi e carlotta, colpevoli di aver denigrato la sua opera, lasciò il posto ad una breve pausa nella musica prima che una melodia più lieve e triste, un richiamo malinconico risuonasse lieve come un sospiro attraverso la sala.

La gracile, minuta figura di Christine era nuovamente sola, immersa in una nebbia leggera: indossava un mantello blu con orli rossi, atto a nascondere un abito curato, scuro anch'esso.

Poco, comuque, importava di come fosse vestita.

Era la sua voce, il suo fragile canto a risuonare nell'aria.

 

Chiedere aiuto a quelle persone non l'avrebbe giovato.

Raoul..

Madame Giry..

Meg...

 

Cosa sapevano di lei, in fondo?

Nulla...

Solo due persone avevano custodito la chiave del suo cuore.

Una l'aveva tradita...

E l'altra l'aveva abbandonata...

Che anche così, suo padre potesse aiutarla?

Non lo credeva.

Ma adesso...non aveva altre speranze...

Il conforto e la presenza di quelle pietre mute era abbastanza, adesso.

 

You were once my one companion...

You were all that mattered...

You were once a friend and father...

Then my world was shattered...

 

I suoi occhi erano socchiusi mentre attraversava lo stage a passo lento, quasi fluttuasse nel nulla, ed ogni parola cullava e feriva...

Sembrava soffrire davvero quella sistuazione, e molti ormai sapevano che era così.

L'attore la ascoltò attentamente, senza staccarle gli occhi di dosso: forse si illudeva...ma credeva...pensava di sentirla singhiozzare, piangere davveo tra le note.

Non tardò di accorgersi invece che tra il pubblico in sala c'era chi si era lasciato andare, stringendosi e tirando su col naso per non soffiarselo ed interrompere l'ascolto.

La stessa signora Webber, a poca distanza da lui, singhiozzava rumorosamente, confortata dal marito, che sorrideva in qualche modo soddisfatto di quel risultato.

 

No more memories, no more silent tears...

No more gazing across the wasted years...

 

Gerard ne fu sicuro: per un attimo la ragazza lo aveva guardato, probabilmente senza neanche vederlo sul serio, ma i suoi occhi aveva incontrato i suoi...ed erano lucidi di pianto.

 

Help me say goodbye...

Help me say goodbye....

 

La cantante chinò il capo, sospirando sommessamente, ancora in piedi davanti alla tomba di Charles Daaè, un piano sovrarialzato che reggeva una croce di pietra grigia e solitaria.

Una voce quindi si levò dal silenzio, nato dall'applauso dell'istante precedente.

 

Wandering child...

so lost...so helpless...

Yearning for my guidance...

 

Christine alzò prontamente il capo, senza voltarsi, e chiese , pregò lavoce di manifestarsi, di rivelarle la sua identità.

E parve tremare quando la voce tanto amata le rispose: il suo angelo.

Non l'avrebbe lasciata mai.

Neppure Raul, giunto lì seguendo le sue tracce avrebbe mai potuto separarla da lui.

 

Too long you've wandered in winter...

far from my far-reaching gaze...

 

sussurrò il fantasma dall'alto della struttura, osservando prima lei e poi il rivale.

 

Once again she is his...

Once again she returns..

 

ammise quindi il giovane visconte, lanciando uno sguardo alla ragazza di fianco a lui, sulla scena un triangolo perfetto, tre vertici illuminati.

 

Wildly my mind beats against you...

 

Christine alzò gli occhi al cielo, combattuta.

Ritornare da lui?

Amare e lasciarsi amare da un mostro?

Da un assassino?

No...

Non era quello il suo destino...

Eppure lui era il suo angelo...la sua guida, il suo unico legame con un passato rimpianto.

 

You resist...

cantò il fantasma, alzandò il bastone che reggeva in mano, l'altro braccio la indicava, invitandola a raggiungerlo,

 

Yet your soul obeys...

            yet my soul obeys...

Intonarono insieme, ancora una volta le loro voci unite in un dolce e tragico duetto.

 

...In the arms of her angel of music...

Il visconte si arrese a quell'evento.

 

Angel of music!

            You denied me...

                        I denied you...

Turning from true beauty...

 

Angel of music...

            do not shun me...

                        My protector...

Come to your angel of music!

 

ma prima che Christine potesse avvicinarsi, incamminarsi verso l'uomo nelle tenebre, il giovane cercò di farsi strada, richiamandola, pregandola di tornare in sè...

 

Christine! Whatever you may believe, this man, this thing is not your father!

 

Non andare, la pregava..non sarebbe stata libera se fosse andata a braccia aperte dal suo carceriere, e subito si rivolse a lui, pregandola di lasciarla andare, di non tormentarla.

 

Il fantasma rise di quel giovanotto, e dal bastone lo attaccò con sfere infuocate, sfidandolo verbalmente, mentre Christine avanzava verso di lui, come ipnotizzata.

Essere libera...

Cosa sarebbe stato" essere libera" senza di lui, il suo angelo?

" Oh, Raul..so che non è mio padre...lo so benissimo! Per questo devo raggiungerlo..."

Lei voleva raggiungerlo, doveva parlargli, chiarirgli i suoi sentimenti.

Ma non fu possibile: Christine venne portata via, e il grido del fantasma non la riportò indietro.

Erano ormai lontani, dietro le quinte in effetti, quando il fantasma esclamò la sua dichiarazione di guerra.

 

So be it! Now let it be war upon you both!

 

****

 

Un breve conciliabolo tra attori vestiti da guardie e i due impresari precedette l'inizio del Don Juan, l'opera ultima , il compiersi dei destini in scena.

Un carro fece il suo ingresso in scena, mentre dietro era allestito un tavolo riccamente imbandito e l'atmosfera era inquientantemente gioiosa, zingari cantavano e danzavano, introducendo il tema dell'opera: la seduzione e l'inganno, la perdita dell'innocenza.

 

Piangi eseguì alla perfezione il suo pezzo, e subito gettò su dì sè un pesante mantello e si nascose dietro una tenda: qui lasciò il suo posto a ben altro interprete.

L'abito di Christine, l'interprete di Aminta, fu molto ammirato al suo ingresso: ricco come i precedenti, questo era leggermente più scollato, e ancora più che negli altri, il suo fisico, almeno fino alla vita sembrava risaltare per il pallore rosato proprio della sua pelle.

Gerard la ammirò, lasicando che la sua attenzione scivolasse sul suo corpo sinuoso e poco dopo sull'espressione assorta del suo volto.

Il fantasma, un gigante rivestito di nero rispetto a lei, si fece avanti, invitandola lentamente a soddisfare i propri bisogni a tavola, la mano accarezzava brevemente la sua, entrambi seduti.

 

You have come here in pursuit of your deepest urge..

In pursuit of that wish which till now has been silent...

Silent...

 

Christine si alzò, osservando la figura informe che le cantava il suo desiderio davanti, poi lanciò uno sguardo attorno a sè: dov'era lui? Da dove sarebbe apparso?

In che modo avrebbe interrotto la rappresentazione?

 

I have brought you

That our passions may fuse and merge

 

Anche Don Juan si levò dal suo posto, prendendo dalla tavola una coppa e portandola con sè fino al punto in cui la ragazza si era fermata, e gli aveva sorriso, in qualche modo maliziosa.

Recitava bene la sua parte, avrebbe pensato Piangi...

Che era stupenda, questo pensava il fantasma...e che apparteneva a lui e lui soltanto.

 

In your mind you've already succumbed to me

Drop all defences, completely succumbed to me...

 

Si avvicinò ad Aminta, raggiungendola alle spalle, il volto di lei reclinato leggermente per accogliere la sua mano nella curva delicata del proprio collo, le mani accettavano la coppa offertale.

 

Now you are here with me

No second thoughts: you've decided...decided.

 

Christine dunque resse la coppa, indecisa, secondo il copione, se bere o meno.

 

Past the point of no return

no backward glances

Our games of make-believe are at an end.

 

Fu lui a convincerla, portandosi dietro di lei, una mano sulla sua vita mentre con l'altra sollevava il calice fino alle sue labbra, proseguendo la sua canzone, il suo invito, la sua promessa.

 

Past all thought of "if" or "when"

No use resisting

 

afferrò quindi il suo polso e la trascinò qualche passo indietro, la voce più pressante ed invadente nell'animo.

 

Abandon thought and let the dream descend...

 

Lei corse via, sul volto lo stesso sorriso malizioso di poco prima, questo più invitante del precedente, forse reso tale dalla quantità di vino che si presumeva avesse bevuto.

In realtà non poteva essere più sobria...ed attenta.

Quell'opera era stata scritta per lei...per loro.

Don Juan continuò a cantare raggiungendola, lei che si era seduta, le dita giocherellavano coi capelli che le accarerzzavano il decolletè, per poi risalire sul collo e sul volto riverso all'indietro, gli occhi rivolti verso il pubblico e le labbra peccaminosamente dischiuse, promettendo piacere a chiunque incontrasse il suo sguardo.

Non solo Gerard rimase interdetto a quella scena, e fu ancora peggio quando furono le mani di lui, imponente ombra dietro di lei, a scivolarle lievi sul corpo della giovane, pochi movimenti di una sensualità inattesa e corrosiva.

 

What raging fire shall flood the soul..?

What rich desire unlocks its door..?

What sweet seduction lies before us?

 

- Ma...io non lo ricordavo così, Andrew...- borbottò Gerard, senza staccare gli occhi dalla scena in corso.

- Neanche io...ma mi piace quello che vedo...- sghignazzò divertito e soddisfatto Simon, rispondendo per il compositore che sembrava piuttosto assorto.

L'attore sorrise appena, la gola secca: Vee era troppo...aperta, per i suoi gusti. E quel cantante ne approfittava, decisamente!

Aveva già visto lo spettacolo, e il fantasma non toccava Christine COSì tanto!

 

Past the pont of no return

The final threshold

What warm unspoken secrets will we learn...?

 

- Saranno amanti...- sentì sussurrare maliziosamente alla modella seduta un paio di posti più in là e la voglia di risponderle montò in lui, che rimase in silenzio, ad ascoltare la replica del suo più antipatico accompagnatore.

Si stupì nel non sentirlo dire altro che un -No- sicuro, e se avesse voltato i suoi occhi marini in quella direzione avrebbe notato l'invidia in quelli giovani ed irriverenti del ricco produttore, un desiderio represso che non sarebbe riuscito a soddisfare neanche grazie alla sua rossa compagna.

- Chissà se il suo principe azzurro sa cosa fa la sua ragazza quando non gli telefona...- scherzò ironico con la modella, frase che non sfuggì a Gerard, che smise di respirare, e nemmeno a Simon, che però non prese parte al piccolo pettegolezzo, impegnato ad osservare ogni movimento ed analizzarlo col suo occhio da regista.

Erano schemi soliti ma nel complesso originali, forse un pò azzardati, ma affascinanti...Howard e Vee avevano creato un'intesa perfetta, dovette dar loro atto di essere due professionisti. Era ora curioso di vedere come avrebbero proseguito.

 

*****

Beyond the point of no return...

 

Christine si era alzata di scatto, allontandosi da quelle mani che avevano indugitato qualche istante di troppo sulle sue curve e di troppo calore si erano nutrite, lasciandola rabbrividire.

Era il suo turno adesso, il suo momento.

Respirò a fondo, socchiudendo gli occhi: era il SUO momento, avrebbe dimostrato quanto valeva e cosa era capace di fare, non come Christine o come Aminta, bensì come sè stessa, come donna innamorata.

Cercò l'attore con lo sguardo per un secondo, ma non riuscì a vederlo, tale era la penombra.

Non aveva più tempo, la musica la incalzava: volse i propri occhi scuri verso il collega seduto sulla panca, il pesante mantello nascondere il suo volto.

 

You have brought me to that moment where words run dry

To that moment where speech disappears into silence...silence...

 

Proseguì la strofa, le proprie mani lentamente indugiavano sul proprio corpo, reclamando attenzione e compiacendo la vista.

 

And now I'm here with you...

no second thoughts

I've decided...decided...

 

Si avviò quindi verso Don Juan, che ancora sedeva, la sua vista colma dell'immagine dell'avvenente fanciulla che lo lusingava con le sue grazie.

 

Past the point of no return..

No going back now

Our passion play has now at last begun..

 

Lo raggiunse alle spalle ed iniziò a sussurrare le parole, lieve e sensuale canto prossimo al suo orecchio, le dita intrecciarsi e i corpi percepire un nuovo contatto, tremante ma saldo.

 

When will the blood begin to race..?

The sleeping bud burst into bloom..?

Whe will the flames at last consume..us?

 

La ragazza si era immobilizzanta, sussultando: accarezzando il lato destro di quel volto coperto dalla cappa, una superficie solida e fredda aveva incontrato la sua guancia, un brivido nuovo le era corso sulla pelle.

Era lui!

Tentò di fuggire, ma l'uomo la costrinse a sè, trascinandola di peso mentre continuavano quel fatale duetto.

 

We've past the point of no return...

 

Christine raccolse tutto il suo coraggio e liberò quel volto dalla cappa che lo avvolgeva: doveva sapere, aveva bisogno di una prova...e ora l'aveva.

Non poteva sfuggirgli: erano soli, su quel palco improvvisamente sospeso, trepidante e silenzioso...il climax sarebbe giunto a breve, lo sapeva, lo sapevano tutti, non attendevano altro.

Il fantasma la fissò, deluso e in parte speranzoso, la pregò, parole già sentite salivano alle sue labbra in quell'ultima supplica disperata.

 

Anywhere you go...let me go to...

Christine..that's all I ask of-

 

Non potè portare a termine la sua preghiera.

Un gesto, breve e repentino, deciso e crudele , gli aveva strappato l'ultima speranza dal cuore e dal volto: la maschera era stata tolta.

Ecco, tutti lo videro gridare di dolore mentre alte e ben più superficiali grida si levavano dalla sala perchè il mostro era tra di loro.

Christine lo guardò, sul volto una pena infinita prima che il fantasma le afferrasse il braccio e la trascinasse fuori dal set, per poi riapparire in cima e piangere, urlare disperarsi e chiederle solo il perchè...

Perchè l'aveva tradito?

 

Perchè mi hai tradito?

Non eravamo forse più importanti di tutta quella gente la fuori, miseri uomini?

Non ero il tuo angelo, la tua guida, colui che ti amava come nessuno potrebbe mai concepire quel sentimento in un'intera esistenza su questa terra?

Perchè mi hai distrutto davanti a tutti quegli estranei, che non vedono al di là dei loro occhi, non sentono che ciò che vogliono sentire?

Credevi forse che io fossi condannato nelle tenebre per qualche peccato mortale?

No...è il mio volto ad essere "peccato", ad essere colpevole...ecco, guardami ed osserva la sua prima vittima!

Mi fidavo di te, angelo mio, e mi hai ingannato... perchè?...Perchè?!

 

Sullo stage ancora si udivano le voci di madame Giry che istruiva il visconte sulla strategia da adottare: una, semplice e necessaria, mentre la folla in lontananza incitava al massacro.

 

Your hand at the level of your eyes...

Track down this murderer ...He must be found...

 

*****

Christine era adesso vestita da sposa, un lungo abito bianco merlettato, semplice in effetti, e le permetteva di muoversi tranquillamente lungo lo stage.

Si era sentita in colpa: se il fantasma era diventato così era per causa sua...ma lei cosa avrebbe dovuto dire?

Lei stessa non era forse una vittima?

Sballotatta qui e lì, divisa tra amore e passione, tra libertà e prigionia, tra ragione e sentimento: cosa avrebbe dovuto scegliere? Colui che ora le stava davanti poteva sembrare un mostro...ma era solo un uomo, solo un folle uomo smarrito nella sua passione, pazzo d'ira e gelosia...

No, non era del suo volto che aveva terrore, in quel momento, non più.

 

It's in your soul that the true distortion lies...

 

Lui chinò lo sguardo per poi voltarsi verso la grata al loro fianco: avevano un'ospite, una gradita visita.

Raul pregò il fantasma d lasciargli vedere Christine, di lasciarla libera, sordo alle suppliche di lei che lo supplicavano di andare via, che era tutto inutile; il fantasma fu rapido, concedendogli di entrare solo per poi intrappolarlo ed impiccarlo, letteralmente appeso e penzolante, le mani del visconte cercavano di tenere largo il cappio che lo stringeva, la camicia strappata e l'aspetto malconcio.

Era il tempo di scegliere, l'ultimo passo, la decisione suprema.

 

Start a new life with me- Buy his freedom with your love!

Refuse me and you send your lover to his death

This is the choice- this is the point of no return!

 

Christine fu davanti al visconte, dandogli le spalle mentre allargava le braccia e cercava di difenderlo dall' assalto del suo angelo, e restò pietrificata, singhiozzando appena.

 

The tears I might have shed for your dark fate

Grow cold and turn to tears of hate!

 

Negli occhi di lei la paura aveva lasciato il posto alla disperazione, vedendo il suo amato chiederle perdono per la sua inettitudine, per non essere riuscita a salvarla e il fantasma si muoveva infuriato, minacciandola ancora più violentemente: era finito il tempo dei giochi, erano morte e bruciate le speranze di amore in lui...

Il suo angelo era morto: quel folle era un inganno, quell'amore pazzia e rabbia, e ora le avrebbe portato via l'unica speranza di conforto, l'unica promessa di luce che le era rimasta, quel affetto giovanile che rischiava di spirare in quella tana oscura...non poteva farlo, il suo angelo non l'avrebbe fatto..il suo angelo la amava davvero,avrebbe fatto di tutto per lei:  quell'uomo senza volto, quella maschera di morte, quella triste creatura...l'aveva tradita, era una bugia.

 

Angel, you decieved me - I gave my mind blindly...

 

In un passo le fu accanto, fronteggiandola quando ancora difendeva il suo amato: metteva alla prova la sua pazienza.

 

Make your choice!

 

Christine si voltò verso il visconte, che con un poco di forza scosse il capo, per poi tossire. La ragazza chinò lo sguardo, accarezzandogli la guancia tra le lacrime.

Aveva deciso.

 

Pityful creature of darkness

What kind of life have you known?

 

Si voltò verso l'uomo che ancora malediva la sua umiliazione, senza guardarla in volto.

 

God gave me courage to show you...

You are not alone...

 

e poggiando una mano sulla guancia sfigurata di lui portò quel viso malato vicino al proprio e lo baciò, imprimendo le proprie labbra su quelle deformi del fantasma che dopo un attimo di sorpresa, strinse le spalle di lei con le mani pesanti, possessivo.

Quel calore mai conosciuto...era vita, fuoco, l'avrebbe riscaldato per sempre...

Prese a sua volta il volto delicato di lei tra le dita e vide che non piangeva più, una nuova risoluzione nel suo sguardo.

Quanto l'amava...non riusciva a quantificare la portata del suo amore...ma sapeva cosa fare...non poteva costringerla a quella prigione con lui...non a quella vita che lui stesso tanto aveva aborrito.

Non poteva spegnere la sua luce...sarebbe stato come ucciderla, e morire egli stesso.

No.

Liberò il giovane visconte e la vide correre e prestargli soccorso; gli ordinò di portarla via, di condurla via da quel luogo, prima che la folla inferocita che si udiva in lontananza potesse trovarli.

 

Go...Go now and leave me!

 

Per un istante la scena si fece buia, l'uomo in nero fece qualche passo, desolato, avvicinandosi al suo carillon raffigurante la scimmia e attivandolo; tenui e tristi note risuonarono in teatro.

Che crudele ironia che una musica così solare potesse divenire tanto struggente sulle labbra di un uomo sconfitto.

 

Masquerade...paper faces on parade...

Masquerade...

Hide your face so the world will never find you...

 

Il pubblico rimase sospeso quando la figura bianca della sposa della notte si fece nuovamente avanti dietro di lui che udì il suo incedere e si voltò, alzandosi di scatto, temendo quale improvvisa minaccia.

La ragazza gli porse l'anello, negli occhi un sentimento contrastato e piena di sconforto.

Un ultimo addio, quello doveva essere per entrambi, ma l'uomo strinse la mano di lei nelle proprie, portandosela al volto e singhiozzando, la voce spezzata dal pianto.

 

Christine, I love you...

 

E lei pianse calde lacrime, lasciandosi sopraffare dai suoi sentimenti, dall'amore e dalla gratitudine che provava e delusa dal destino che così crudelmente li aveva presi in giro. Gli carezzò il volto, e avvolse le mani di lui nelle proprie a sua volta, scambiandosi così un ultimo sguardo, il definitivo saluto e, voltandosi, la mano calda di lei scivolò netta tra le dita, e Christine sparì correndo; solo la sua sagoma ancora visibile dietro la grata, la sua voce un canto distinto, una rinnovata promessa d'amore per il giovane rivale, il visconte che infine aveva trionfato e gli aveva sottratto la luce, l'amore, la speranza.

Christine se ne era andata...tutto era finito...non più canti e note avrebbero risuonato nel suo animo, non più sorrisi rubati a rallegrarlo nell'intermezzo dei suoi incubi...

La musica stessa...era morta.

 

You alone can make my song take flight...

It's over now the music of the night...

 

Si accorse solo dopo degli uomini che affollavano l'ingresso del suo rifugio.

Si sedette sul suo trono di re senza più regno, e si coprì con il manto nero che soleva indossare: non aveva altro.

La prima a giungere fu Meg Giry, che si guardò attorno, l'organo, gli spartiti, il carillon...di Christine nessuna traccia.

Si avvicinò incuriosita allo scranno, intimorita, e subito, richiamando a sè tutto il coraggio che il cuore di ballerina poteva garantirle, afferrò il manto e lo tirò via.

Nessuno...solo una maschera.

La maschera.

La prese tra le mani, arretrando di un passo e inginocchiandosi, lo sguardo indirizzato all'orizzonte.

Era andato via...

Il suo regno era finito....e così pure la musica, che accompagnò lo spegnersi delle luci e la chiusura del sipario tra lo scrosciare degli applausi.