Capitolo 62

Primo atto

 

- SOLD!-
così ebbe inizio tutto.
Una voce si stagliò dall'oscurità del palco, trascinando nei primi anni del secolo scorso il pubblico, con quell'atmosfera cupa, scura e rarefatta che si era creata grazie ad un affascinante gioco di luci e sfumature.
Tutto era grigio..blu...immerso nelle tenebre del passato, finchè la voce del banditore non divenne più tenue ma netta nel raccontare la vicenda del fantasma...
...e via...
Il telo che fino a quel momento nascondeva il lampadario al centro della scena scomparve, sollevando una nuvola di polvere finta e nebbia che si dissolsero, lasciando il posto alla vita, al colore che si insinuò tra le pieghe della struttura, accarezzando di luce il teatro.
Gerard riconobbe la scena...Pesanti drappi sollevarsi rivelando la profondità del proscenio, i palchi laterali, in alto la statua di Apollo.

Eppure è il lampadario ad attirare maggiormente l'attenzione.
Qualcuno solleva la testa per vederlo raggiungere il suo posto, senza accorgersi dei primi attori ormai in scena.
L'attore per poco non scoppiò a ridere nel vedere il suo collega in scena, dopo le prove dell'Annibale, ma si trattenne.
Era davvero bravo, nessun dubbio.
Nonostante il suo ruolo non fosse molto rilevante, riusciva ad attirare l'attenzione su di sè.
Ma mai quanto lei...
Udì il pubblico esplodere durante il suo avanzare, così incerta ed insicura.
Non riusciva a non guardarla, a non ascoltare la sua voce, prima timida e debole, divenire alta, acuta su richiesta dell'insegnante di danza, madame Giry.

Think of me..
think of me fondly when we've said goodbye.
Remember me once in a while,
please promise me you'll try.
when you find that, once again, you long
to take your heart back and be free
if you ever find a moment, spare a thuoght for me...


Nessuno osò interrompere quella canzone, nè un respiro, nè un colpo di tosse, tutto trattenuto fino a quando il visconte riconobbe nella ragazza fasciata d'oro e d'agento la sua piccola, dolce Christine.

Can it be?
Can it be Christine?
Brava!


Solo allora il pubblico si esibì nel primo grande applauso di quella sera, il primo e non ultimo di quella serie.

...Please promise me that sometimes...
you will think of...
Me.


La scena cambiò radicalmente al termine della canzone e del consenso che ne seguì.
Al centro del palco, proprio un attimo dopo, si aprì una sorta di quinta, con tanto di porta e tende ed in fondo ad esso uno specchio, grande, imponente, su cui si riflettevano una sedia e diversi piccoli suppellettili.
Molto grazioso, il tutto: il duetto tra la giovane Christine e la piccola Meg, l'ingresso irruento di madame Giry, il nuovo e prezioso duetto tra la ragazza e il visconte.
" Sono bravissimi..." pensò Gerard, il pubblico dietro intento a commentare quanto bella fosse quella coppia, quale sintonia ci fosse tra due.

The angel of music sings songs in my head...

intonarono insieme, sorridendosi a vicenda, di un sorriso caldo, questo forse meno costruito degli altri.

Father said, - when I'm in heaven, child,
I will send the Angel of Music to you-
Well, father is dead, Raoul,
and I've been visited by the Angel of music!


proseguì lei da sola, prendendogli le mani, gli occhi rivolti al cielo, lassù, dove supponeva l'angelo soggiornasse in attesa di incontrarsi.

No doubt of it. And now we'll go to supper!

rispose prontamente lui baciandole la mano e alzandosi in piedi dalla posizione inginocchiata che aveva assunto minuti prima.

No, Raul, the Angel of Music is very strict.

reagì la ragazza, alzandosi in piedi, lo sguardo preoccupato.
Raul non aveva capito...
Ma lui fu irremovibile.
Uscì dal camerino in mezzo alla scena prima che Christine potesse richiamarlo...

No, Raoul! Wait!

E la musica spezzò la sua voce, portando lo spettatore al culmine dell'attesa prima che una nuova presenza divenisse viva e palpabile sulla scena.

Insolent boy!
this slave of fashion
basking in your glory!
Ignorant fool!
This brave young suitor,
Sharing in my triumph!


La ragazza rimase immobile, soffocata dalla propria paura e al tempo stesso sollevata da una pena che l'aveva attanagliata quando Raoul era uscito.
L'angelo era in collera con lei...ma non era andato via.
Era ancora accanto a lei, la sua guida.
Ora doveva chiedergli perdono...
Ora doveva vederlo...

Angel, I hear you!
Speak, I listen...
Stay by my side, guide me!


Si guardò intorno, gli occhi immersi per un attimo nelle tenebre della platea, dove tutta l'attenzione era rivolta a lei.

Angel, my soul was weak, forgive me...
Enter at last, master!


L'atmosfera cambiò, esattamente come l'espressione del fantasma, prima irato, e ora dolce; carezzevoli erano quelle note, nella loro potenza.

Look at your face in the mirror-
I am there inside!


Una luce fortissima proruppe dunque dallo specchio alla sinistra, e lei la raggiunse, vi si avvicinò cantando note di gioia e di rivelazione: il suo riflesso era scomparso.
Era l'angelo a mostrarsi, terribile ed accogliente allo stesso tempo, la lanterna in mano brillava forte, accecandola quasi.
E lui riuscì finalmente a vedere, una volta che i loro profili, che il bianco e il nero furono sovrapposti nella superficie liscia, quale fosse il volto di lei: un' aria trasognata ed estatica, resa incantata dall'atmosfera illuminata che esplose per poi avvolgerla totalmente.
Nessuno udì il meccanismo scattare e far aprire lo specchio: il teatro, il pubblico, i protagonisti stessi...erano immersi nella magia della musica.

I am your angel of music..
come to me, angel of music...


e, tendendole la mano, le fece attraversare quell'oscuro e mirabolante passaggio, tra lo stupore e la meraviglia sempreverdi di quella scena, una delle più significative dell'opera intera.
L'uomo che guidò la ragazza era alto, completamente in nero, la maschera ben visibile anche da lontano, e il pallore mortale del volto a renderlo davvero una creatura ultraterrena.
Dopo il primo contatto, Christine si era ritratta, e ora, mentre la musica risuonava ed intrappolava, guidava e stregava, essi scendevano nella notte.
Erano scomparsi per poi riapparire in alto, scendendo le scale, e nuovamente illuminati in basso, a bordo della gondola immersa nella nebbia artificiale e nel lieve rumore d'acqua corrente che ricreò l'ambiente del lago.

" Controfigure..." si disse Gerard, trovando conferma in Simon, pochi secondi dopo.
Nonostante conoscesse lo spettacolo a memoria...
Erano nuove emozioni quelle che provava.
Quelle che tutti, in sala, provavano.
Era incanto.

And in this labyrinth, where night is blind...
the phantom of the opera is there...inside your mind...
Inside my mind...


Il cavaliere oscuro, l'angelo della musica, le tese la mano una volta giunti a destinazione, nel covo dove le candele erano nate dalla nebbia e ogni parola e descrizione era scaduta nella meraviglia.

Sing for me...

ed in piedi, di fronte a tutti, lei iniziò a gorgheggiare, lievemente la voce assurgeva a tonalità più alte, sempre piena, sempre evanescente.
Infine il fantasma la incitò, raggiungendo l'organo ed eseguendo l'ultima nota, accompagnandola, guidandola come aveva sempre fatto.
Un applauso fragoroso fu interrotto dall'esordio di una nuova canzone.
Christine aveva affascinato il pubblico...ora era il turno del suo oscuro compagno quello di affascinarla e affascinarli...di conquistarli...
Di convincerla a restare.

I have brought you
to the seat of sweet music throne...
to this kingdom where all must pay homage to music...


Il pubblico osservò la ragazza arretrare di un passo nel vedere l'uomo in frac abbandonare l'organo e muoversi, guardandosi attorno...

Dove era finita?
E chi era quella creatura di carne e sangue che lei aveva creduto dono e messaggero del cielo?
Poteva davvero fidarsi di quell'angelo fasullo?
Non lo sapeva...ma la voce di lui la circuiva, persa e vana qualsivoglia resistenza...
Era sola, in balia della notte e del suo canto...della sua musica.
Ed era piacevole, abbandonarsi a quella melodia....
No...non poteva sfuggirgli..
Non lo avrebbe fatto...
Aveva tentato...ma aveva fallito...
La sua voce aveva riempito il suo spirito di uno strano, dolce suono...

Let your mind start a journey to a strange new world
leave all thoughts of the life you knew before...
Let your soul take you where you long to be!


Lei lo fissò, il petto gonfio di uno strano nuovo sentimento...
Amore?
desiderio?
Follia?
Forse...

Chiuse gli occhi, la figura rivolta al pubblico che bevve della sua immagine, della loro immagine...

Only then...
Can you belong to me?


L'aveva stretta a sè, il braccio cingeva oramai il suo busto sottile, i corpi vicini si scaldavano a vicenda, mentre lui sollevava la sua mano e la portava alla parte del volto coperta dalla fredda maschera bianca, profilo immobile di sentimenti tumultuosi.

Solo una persona, immersa nel silenzio di quella platea ammutolita, pensava in qel momento..che quei due fossero troppo vicini per i suoi gusti.

Floating...falling...
Sweet intoxication...
touch me...trust me, savour each sensation!


sciolse l'abbraccio e tenendole quella mano così candida, così morbida, la condusse lentamente con sè, verso una tenda al centro del palco, fino a quel momento occultato dalle tenebre e dalle candele.

Let the dream begin!
Let your darker side give in...
To the power of the music that I write...
The power of the music of the night!


lasciò al sua mano e proseguì di qualche passo da solo, smuovendo la tenda e rivelando una figura...
Una donna!
Vestita da sposa, questa fissava Christine...
La fissava come viva...
La fissava come morta...

E così lei cadde.
Svenuta, tra le braccia di lui che sapeva...di lui che aveva previsto.
La musica continuò a scorrere in quell'ambiente così grande per due figure sì minute ed essenziali.
Come sembrava piccola...fragile...
Sarebbe stato così facile, per quell'essere, in quel mondo di finzione, strappare l'innocenza a quella fanciulla in fiore.
Ma non era questo il suo scopo...
Non era così, che voleva essere amato.
La adagiò con amorevole attenzione sulla gondola, avendo cura di scostare una ciocca di capelli scuri dalla sua fronte.
Era davvero una bambola di porcellana...

You alone can make my song take flight...
help me make the music of the night...


mantenne l'ultima nota a lungo, e nella tanto ostentata irruenza che fino a quel momento era stata manifesta...finalmente uno spiraglio di dolcezza, di vero amore e struggimento...
Finalmente, ecco...tutti videro l'uomo dietro alla maschera.

******

Howard si sorprese ancora una volta.
Vee migliorava giorno dopo giorno, minuto dopo minuto...scena dopo scena.
Era sembrata tanto innocente e allo stesso tempo emanava pura sensualità, forse anche a causa del vestito.
No.
Era lo stesso costume di sempre.
Eppure c'era qualcosa di nuovo, una luce nuova nel suo sguardo, il desiderio di fare meglio...il desiderio di conquistare tutto e tutti.
Ci sarebbe riuscita, se avesse continuato a quel modo.
Non l'avrebbe intralciata di certo: l'avrebbe aiutata!
Lui stesso avrebbe fatto del suo meglio!
Avrebbe voluto farle i complimenti, ma lo spettacolo doveva andare avanti...

*****

Christine si svegliò, alzando brevemente il capo dal comodo giaciglio in cui era stata sistemata.

I remember there was mist...

si alzò, guardandosi attorno e incamminandosi brevemente.
Doveva sembrare smarrita, nonostante sapesse benissimo dove i suoi passi l'avrebbero condotta.

Lo vide innanzi a sè, occhi negli occhi, cuore nel cuore...

Whose is that face in the shadows?
Who is that man in the mask?


tentò più di una volta di strappargli la maschera dal volto...senza successo.
Solo una volta..
Uno stupido errore...e la maschera, quel tenebroso paramento rimase tra le dita di lei, orrore nel volto, prima che lui la scaraventasse a terra, sulle labbra insulti ed offese musicate...

Si accorse solo dopo qualche secondo di essere stato troppo violento.
Era caduta troppo lontano rispetto al solito, sbattendo la testa a terra.
"Merda..."
Si era ripromesso di fare del suo meglio, di dare tutto sè stesso...e aveva esagerato.
Con la mano che ancora copriva il volto, Howard aveva iniziato a cantare, sperando che Vee si rialzasse e lo scrutasse, che gli garantisse che stava bene e che poteva proseguire.
Uno sguardo pieno di sollievo, quello tra i due, un chiarimento necessario.

E poi...solo dolore...

Stranger than you dreamt it...
would you ever dare to look or bear to think of me...?
This loathsome gargoyle
Who burns in hell, but secretly yearns for heaven..
secretly...
Christine...


Lei lo fissava, sentimenti contrastanti a scuoterla intimamente...
Amore...orrore...
Pietà...risentimento...
Colpa...

Fear can turn to love!
You'll learn to see to find the man behind the monster
This repulsive carcass who seems a beast but secretly..
Dreams of beauty..
Secretly...
Oh...Christine..


Dalla sua voce, oh, traspariva solo un pallido ricordo della ferocia di poco prima...
La stava pregando: pregando di amarlo...pregando di lasciarlo amare...pregarlo di restituirgli quella parte di sè stesso che lei gli aveva strappato così crudelmente, alla ricerca della propria, futile verità.
Pregando di perdonarlo...

Un breve interludio segnò il momento in cui Christine gli restituì la maschera, che il fantasma indossò con cura, i capelli scombinati e malmessi dalla furia precedente.
Si alzò da terra, porgendole la mano e sollevandola in un istante.

Come, we must return
Those two fools who run my theatre
will be missing you.


e la scena cambiò, il meccanismo si spostò, lasciando il campo ad un' altra scena, che si svolgeva altrove: altri personaggi, altre voci, altri pensieri.
E uno scambio di sguardi tra due uomini, il fantasma e Joseph Buquet, decretò la fine di quest'ultimo.
A nulla sarebbe valso il tentativo di far tacere quell'uomo, vecchio ed emaciato, solo le gote rese rosse dal trucco, ad emulare un'ubriacatura mai avuta.

Joseph Buquet, hold your tongue
he will burn you with the heat of his eyes . .


quindi Primadonna, molto meno sfarzosa che nel film dall'attore interpretato, si svolgeva interamente nell'ufficio dei due managers, all'estrema destra del palco, che era rimasto nella semi-oscurità.
Ad uno ad uno i destinatari delle lettere firmate O.G. fecero il loro ingresso sul palco, intonando parole di rifiuto a quel ricatto, e celebrando lei, Carlotta, che quella sera avrebbe cantato.
Dunque la voce del fantasma si fece udire, senza lasciare alcuna traccia di sè, se non una palpabile tensione.

So, it is to be war between us...
If these instructions are not me
a disaster beyond your immagination will occur!


Ma a nessuno importava.
Non avrebbero ceduto, avrebbero lottato...e da ambo i lati ci sarebbero state delle perdite.

Sing, Prima donna...
Once more!


*****

- Si è fatta male...- sussurrò Andrew, deciso ad alzarsi e raggiungere il cast dietro le quinte.
- Cosa?- domandò l'attore, voltandosi rapidamente nella sua direzione, vedendolo preoccupato.
- Howard è stato più irruento del solito...dovevano stare più attenti, tutti e due- concluse Simon Lee, corrugando la fronte,
- ma hai visto, sta bene.Aspetta la fine del primo atto, Andy-
Gerard cominciò ad agitarsi.
Perchè nessuno voleva dirgli nulla?
Ma ogni ansia scivolò leggera nel vederla nuovamente al lavoro.

****

La rappresentazione de Il muto fu vivace, ma per quanto divertente, tutti sapevano che quel divertimento e quella freschezza avrebbero presto lasciato il posto alla tragedia.
Così avvenne, e nonostante ciò, tutti si sorpresero, voltandosi in direzione del rimprovero senza viso.
Non ebbero il tempo di realizzare il dramma della Carlotta, rimasta priva della sua voce, della sua arma, che una tragedia più grande ebbe luogo.
Dai drappi il pubblico, così come le ballerine in scena videro apparire un'ombra terribile, grande, sempre più grande..che culminò con un tonfo, un corpo impiccato e caduto al suolo.
Joseph Buquet.
Rapidamente un nuovo blocco, la salita verso la statua di Apollo, in cima a destra.
Le luci stesse, prima così vitali, avevano lasciato il posto ad una semi-oscurità, inghiottendo tutti, tranne loro: Christine ed il visconte.
Questa fu una delle scene che il pubblico aspettava con più ansia.
Uno dei momenti più struggenti e romantici dello spettacolo intero.
Qui amore, paura, pietà e tradimento, fusi in un unico struggimento, regalavano emozioni difficili da dimenticare, eterne nella loro bellezza.

Yet, in his eyes all the sadness of the world..
those pleading eyes that both threaten and adore..


Quale descrizione sarebbe potuta calzare meglio a quell'angelo perduto, reo di non essere amato dagli uomini?
Dai suoi simili cacciato e respinto, aveva trovato conforto solo in lei, in Christine, nella sua voce...
E lei lo temeva...
Non poteva amarlo...
Lui che l'aveva tradita, che aveva nascosto quella parte di sè e si era fatto passare per il suo angelo, distruggendo con un gesto le illusioni create in anni di vita...
Lei, che aveva donato sè stessa ad uno sconosciuto, non era stata tradita anche lei?
Non aveva perso le sue speranze, la sua guida e l'affetto in una sera?
Chi adesso, avrebbe potuto curare quella tristezza celata, quel pianto silenzioso, quella perdita insostituibile?
Come poteva essere adesso, la voce di questo ragazzo, di questo amico a lungo lontano esserle così vicina e scaldarla tanto?
Poteva lasciarsi andare a quell'amore, quando quello più grande e profondo, si era tramutato in un incubo?
Quando colui che un tempo aveva amato e ancora amava, colui che un tempo era stato vittima, si era ora tramutato in carnefice?
Raoul la abbracciò stretta, prima di accarezzarle il volto e cantare per lei, dimostrarle i suoi sentimenti.
Per dirle che con lui sarebbe stata al sicuro, sempre.

Let me be your freedom,
let daylight dry your tears
I'm here, with you , beside you
to guard you and to guide you...


Christine lo scrutò, le dita sulla sua giacca.
Cosa stava facendo lassù, con lui?
Fuggiva così dalle sue responsabilità?
Era davvero amore, quello che provava?
Non era troppo giovane per un amore così grande?
Non era troppo grande per scappare dalle sue scelte?
Avrebbe fatto scegliere a lui, a quel ragazzo di poco più adulto di lei,avrebbe permesso di decidere della sua vita...
Lei avrebbe accettato, non si sarebbe opposta.
Non sapeva combattere...
Era solo una codarda...una bambina...perchè doveva combattere?
E perchè farlo, quando l'opzione più facile le avrebbe garantito una vita serena e un amore sempre affianco?
No...quell'uomo nelle tenebre...amarlo era così spontaneo, così naturale...ma al tempo stesso...così difficile.
Meglio la luce del giorno, la libertà.

All I want is freedom,
a world with no more night
and you always beside me,
to hold me and to hide me


Si strinse a lui, intrecciando le dita con le sue, gli occhi nei suoi.
Raoul la allontanò appena da sè per ammirarla ancora e le rispose.

Then say you'll share with me one love, one lifetime....
let me lead you from your solitude...


Lei volse il capo.
Era mai stata sola, davvero?
Aveva sempre avuto il suo angelo, accanto a sè...
Poteva quel ragazzo, quell'amico..quell'uomo, prendere il suo posto?

Say you need me with you now and always,
anywhere you go, let me go too...


Il visconte sfiorò il mento di Christine con le dita, incrociando il proprio sguardo col suo.

Christine, that's all I ask of you...

Come era gentile quello sguardo, e la sua mano così calda nel carezzarla...
Si...poteva fidarsi di lui...
L'avrebbe guidata lui...
L'avrebbe amata...

Say you'll share with me one love, one lifetime..
say the word and I will follow you...


Si lasciò avvolgere dal suo abbraccio, il petto di lui contro le proprie spalle, il volto raggiante, ignari che qualcuno all'ombra della statua li spiava.

Share each day with me,
each night, each morning...


Say you love me...
Lo pregò lei, le labbra dischiuse, il respiro lento ed emozionato.

You know I do...
rispose il visconte, sorridendole mentre liberava il suo volto da una ciocca di ricci ed avvicinava il proprio volto a quello della cantante.

Love me- That's all I ask of you...

e la melodia accompagnò il loro bacio, prolungato dolce, tenero e liberatorio come una carezza estiva ed appassionato come quello di due adolescenti innamorati.
Era un momento perfetto...

****

- Sono perfetti, non trovi?- chiese Andrew all'attore e al regista seduti accanto a lui.
Sapeva bene cosa gli avrebbe risposto Simon, ma come un bambino con un compito ben fatto, amava riceverne la lode quanto più spesso possibile.
- Sono eccezionali!- sussurrò Simon come al solito, facendosi un poco spazio, e Gerard, senza negare una parola, ma annuendo appena, pregò solamente che la smettessero...
Sia i due colleghi accanto a lui...che quelli sulla scena.

***

Anywhere you go, let me go too..
Love, that's all I ask of you...


Conclusero i due, prima di baciarsi ancora e di allontanarsi, sparire dietro un drappo, mentre finalmente il Fantasma poteva manifestarsi, apparire e gridare il suo dolore.
La sua Christine..l'aveva rinnegato...
Tradito...
Aveva scelto un altro..
Aveva tradito il suo amore e la sua arte.
Aveva scelto quella fredda, crudele luce del giorno...abbandonandolo e abbandonando quella oscurità così calda, così viva e appasionata come mai lo era stata.
la sua musica...lei aveva usato la sua musica, non l'aveva mai davvero amata!
Che fosse stata davvero solo uno strumento, per lei?
Il successo, un marito ricco...
Non era così che voleva la sua arte fosse impiegata...

He was bound to love you when he heard you sing!

No, Christine...non sarebbe mai stata nulla senza di lui, nulla più di una ballerina di fila.
Lui aveva elevato la sua anima e la sua voce verso il cielo..e come l'aveva infine ripagato?
Scagliandolo negli inferi più profondi con una canzone...
Un canto d'amore.
Un canto d'amore per un altro.

Chirstine...christine...

Pianse lui, amaramente, senza conforto, in ginocchio lassù in cima, mentre il mondo non ascoltava e non vedeva.

Ma udire ancora quella melodia d'amore, quel requiem amaro al suo cuore..No!
Non poteva sopportarlo!
E non l'avrebbe fatto!
Avrebbe avuto la sua vendetta..contro di lei che aveva tradito la sua musica e il suo spirito...
Contro di lui che aveva osato portargliela via, lui, così bello, così affascinante e ricco...
Avrebbe potuto avere chiunque..e invece gli aveva strappato la sua Christine, il suo angelo...
Non avrebbe perdonato...
Il suo cuore si era addormentato a questi sentimenti.
Solo Odio, rancore, passione e vendetta...
Nient'altro adesso, albergava nel suo cuore.

You will curse the day you did not do,
All that the Phantom asked of you!


E rise, come un folle ed un disperato ride, tagliando la corda che reggeva il lampadario che cadde, più velocemente del solito sulla scena in cui gli attori e Christine in abito da contessa, avrebbero ripreso l'opera prima interrotta.
Più di un grido si confuse con le risa sguaiate e spasmodiche del fantasma, che sparì alla vista mentre il sipario si chiudeva sul primo atto di quello spettacolo ricco di sorprese.