Capitolo 57
Richieste
- Gerry...dai...non è da te...forza!-
- Elliot, non ho voglia di parlarne...- e si ritirò ancora una volta nella sua stanza come la sera prima, al suo ritorno, lasciando la porta aperta in modo che il manager potesse comunque entrare.
Nonostante tutto doveva parlargli...di altro, questo era vero, ma aveva bisogno di lui.
- Amico mio, sei strano forte, eh! E' la prima volta che non mi parli di una cosa del genere...non mi dire che sei andato in bianco...Non mi dire che ti ha piantato!-
Gerard negò con tutte le sue forze entrambe le opzioni offertagli.
La mattina dopo si era ritrovato nuovamente al lavoro, il regista aveva assicurato che avrebbero potuto concludere molte delle riprese nei giorni successivi, e di questo fu felice.
La sua serenità purtroppo parve svanire quando si ritrovò il suo caro manager durante la colazione, a chiedergli come fosse andato il viaggio.
Come se ad Elliot interessasse davvero sapere come fosse andato il suo weekend a Londra.
Dalle sue domande Gerard aveva subito capito dove sarebbe andato a parare...e un tempo non si sarebbe fatto scrupoli a raccontare al suo manager, il suo migliore amico, in fondo, ogni particolare di quel viaggio, sorvolando magari su alcune cose...
Invece adesso...
- Non sono cose che ti riguardano, chiaro?Devo parlarti di altro, adesso-
- Gerry...se non ti ha piantato..e non sei andato in bianco, vuol dire..che è andato tutto bene, no? perchè negare? dopotutto tu e io sappiamo benissimo come vanno queste cose- e gli strizzò l'occhio, sganciandogli uno dei suoi soliti sorrisetti ironici.
- Appunto! Visto che sappiamo entrambi come vanno 'queste cose' , è inutile discuterne.Non credi?- gli fece eco l'attore, accendendosi una sigaretta e sedendosi sul letto.
Accese il televisore, il volume al minimo.
Aveva un'ora prima di partire per lo studio dovre avrebbero girato quella mattina.
Elliot sbuffò, accomodandosi sulla poltrona e cercando una posizione più comoda.
Anche lui accese una sigaretta, domandandosi il perchè di quel comportamento.
Quando stava con Rebecca, non si era mai fatto troppi scrupoli a parlargli di come andavano le loro gite fuori porta o i loro viaggi di riposo...
" E' impazzito...mah.."
- Gerry- Elliot scosse il capo, - sembra quasi che sia stata la prima volta che ci sei andato a letto-
Gerard smise di respirare, il fumo trattenuto nei polmoni usci in un unico fiato, un colpo di tosse.
- Mentre- proseguì il manager, - sappiamo entrambi che non è così...vero?-
Cercò lo sguardo del suo cliente per trovarlo basso, sul pavimento e non più sullo schermo dove scorrevano diverse reclame di prodotti inutili e di film che non avrebbe visto.
Il manager corrugò la fronte.
- Perchè non è così...Vero??? A New York, tu CI eri già andato a...- incrociando il suo sguardo ebbe un moto di incredulità che non riuscì a mascherare.
- Non mi dire!- esclamò Elliot, facendo cadere la sigaretta a terra per lo stupore.
- Non mi dire che tu..e lei...ma no! Non ci credo!Gerry..sono passati più di sei mesi da quando siamo partiti da New York..e in tutto questo tempo...-
- Basta così, Elliot-
- Dovrò iniziare a chiamarti fratello,Gerry, perchè solo un monaco non sarebbe impazzito per sei mesi!...ma credevo che all'aeroporto tu scherzassi, che non volessi parlarne davvero...invece- sghignazzò per un attimo, prima di immaginare quale sarebbe stata la faccia di Amanda nel venire a sapere che il suo assistito, don Giovanni incallito, era stato un santarellino per sei mesi.
Sei mesi!
Un'eternità per un uomo come lui.
Un'eternità per qualsiasi uomo.
Gerard parve fulminarlo con lo sguardo, prima di consumare la sigaretta e spegnerla sul posacenere vicino a sè.
- E la poverina...mamma mia! Non l'avrai lasciata respirare un attimo!Andrew ti farà causa!- rise il manager, portandosi una mano alla fronte per trattenersi dallo scoppiargli a ridere in faccia del tutto.
- Elliot!ho detto basta- sbottò Gerard minaccioso, alzandosi e dirigendosi verso di lui che nel frattempo si era spostato, prevedendo la reazione del cliente.
Reazione tipica, dopotutto.
- Gerry, non puoi uccidermi! nessuno ti sopporta meglio di me!-
- Non mi importa, è un sacrificio che sono disposto a fare!-
- Non troverai nessun altro che ti vorrà fare da manager!-
- Vuoi scommettere?- e ancora lo rincorse per la stanza, quasi due bambini, fino a beccarlo all'ingresso della camera, Elliot rallentato dalla porta che si apriva verso l'interno.
- Alla faccia delle porte antipanico, ah!- riuscì ad esclamare prima di venire soffocato da stretta tenace e scherzosa attorno al suo collo.
- Parla con qualcuno e ti giuro che Amanda non riconoscerà il tuo cadavere...-
Gerard lo lasciò solo quando lo percepì annuire nella stretta delle sue braccia muscolose.
Elliot respirò profondamente, dopodichè rise brevemente.
- Ma Gerry..perchè non l'hai detto?...avrei capito, lo sai..- si lamentò il manager, riappropriandosi nuovamente della poltrona e raccogliendo la sigaretta dal pavimento.
- Davvero?-
- No, per niente- scoppiò nuovamente a ridere, ma fu una risata breve che si spense nel vedere il volto dello scozzese rabbuiarsi.
Cercò di rassicurarlo, promettendo, per quanto fosse un'impresa difficile, di non dire nulla a nessuno.
Ma non era questo a preoccupare il suo cliente, ed Elliot se ne rese conto perfettamente, chiedendogli subito dopo quale fosse il problema.
- Anche se è passato tanto tempo...Vee non riesce a dimenticare suo marito...e non ci riuscirà mai...-
- Gerry...-
- Lasciamo perdere, Elliot!- concluse lui con un sorriso forzato, - è inutile parlarne...ormai è tardi...non posso farci nulla-
- Perchè?-
- Perchè la amo-
Elliot sorrise comprensivo prima di formulare il suo pensiero in parole.
- Ma sai...forse c'è un modo per farle dimenticare suo marito..-
" Eh?"
- Cosa? che modo?-
L'espressione di Elliot cambiò radicalmente, lasciando il posto ad un ghigno sarcastico che Gerard non scorse subito.
- Sposala tu! Vedrai che farà di tutto per dimenticare suo marito, dopo! Guarda Amanda...non passa giorno!-
- Sei un grandissimo pezzo di $%£&%$£%!-
Gerard scosse il capo prima di sorridergli e ridere brevemente, sciogliendo quella cappa di pesantezza che si portava dietro da tempo.
Come faceva Elliot a trovare il lato buono in ogni cosa?
Come faceva a sopravvivere a quella vita di viaggi e lavoro ed essere sempre così vitale?
Come faceva a sopportarlo continuamente?
"Grazie.."
- Anche io ti voglio bene, Gerry caro!- esclamò l'uomo, e gli diede una pacca sulla spalla, sedendosi accanto a lui sul letto e offrendogli una sigaretta.
- Comunque..di che volevi parlarmi?- chiese infine il manager, terminando con un soffio leggero la sua, di sigaretta, e alzandosi in piedi per andare a spegnerla sul posacenere.
Gerard sollevò lo sguardo, grattandosi brevemente il mento ispido.
- Voglio dei biglietti per lo spettacolo di Andrew...-
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Elliot strabuzzò gli occhi.
Gerry voleva cosa??
- Gerry...dei biglietti per quale spettacolo? no, non dirmelo...-
- il fantasma dell'opera , naturalmente-
- L'hai detto!- e iniziò a lamentarsi, alzandosi e camminando qua e là per la stanza.
Gerard gli chiese il motivo di quel comportamento.
- Me lo stai chiedendo?me lo stai chiedendo davvero? già in situazioni normali, i biglietti per l'her majesty vanno prenotati almeno due mesi prima! accidenti a te!..dove lì trovo?-
L'attore si alzò e gli diede una pacca sulla spalla. Gli sorrideva sarcastico.
- Questo è il tuo lavoro, Elliot caro-
- E se mi licenziassi?-
- Non puoi; non troverai mai un cliente come me!-
- Vuoi scommettere?- gli fece cenno il manager, prima di proseguire con la sua argomentazione, - non riuscirò mai a trovarli...forse per l'anno prossimo avrò qualcosa..ti va bene un posto fuori dal teatro? in caso di pioggia, l'ombrello te lo presto io...-
Gerard gli chiarì la data e il posto che avrebbe voluto.
- Il 27?L'ultimo giorno?e il posto in prima fila????Gerry, neanche il Papa potrebbe pretendere tanto..no, forse lui si, ma non è questo il punto! E' impossibile!-
- So che farai del tuo meglio, Elliot! Mi fido di te!- e gli diede un'ultima pacca sulla schiena, prima di essere richiamato dal bussare alla sua porta.
Era Amanda.
Lo avvertiva che le riprese sarebbero iniziate a momenti e doveva andare.
Un ultimo saluto, quello che lo scozzese regalò al suo agente con un sorriso largo sul volto.
Elliot rimase stranito, vedendolo andare via ed Amanda lo raggiuse, chiedendogli cosa si fossero detti di tanto sconvolgente.
- Amanda...io non li so fare, i miracoli...-
"eh?"
- Cosa vuoi dire?-
L'uomo gli spiegò la situazione e la richiesta assurda del cliente, sotto lo sguardo assorto e a tratti divertito della moglie.
- Ci penso io, tesoro..- concluse infine lei, sorprendendolo con un bacio.
Elliot non rispose, nè le chiese come avrebbe fatto a compiere l'impossibile: solo le diede un bacio sulle labbra e sulla fronte, dopodichè l'abbracciò stretta.
- Eccola, la mia mogliettina adorata...ah, la mia Wonder woman...-
- Sei in debito con me- si lasciò sfuggire una breve risata prima di baciarlo a sua volta.
- Lo sono dal giorno in cui mi hai sposato, Mandy cara- le scombinò i capelli biondi cenere prima di lasciarla andare a lavorare per lui.
Amanda gli sfiorò la punta del naso e il mento con le dita sottiti.
- Visto che lo sai, vedi di non dimenticarlo mai, eh!- e se ne andò, uscendo dalla stanza di Gerard e avviandosi verso la reception dell'albergo.
Avrebbe avuto molte telefonate da fare, quella mattina...