Capitolo 48

Stanza 309

 

Si fissarono per lunghi istanti.

"Oh, Dio...Dio..."

Quanto era bello..non poteva essere davvero lui...

Aveva solo una leggera barba che rendeva il suo viso, la sua espressione dolce, tenera e rassicurante...ed era così elegante, così distinto...indossava pure la cravatta.

Vee non riusciva ad immaginare il proprio volto, colto da tanta sorpresa.

Le si annebbiò la vista, aveva le lacrime agli occhi, e non poteva piangere...

 

****

 

Cielo, quanto era bella...sembrava passato solo un minuto da quel giorno...quando le aveva dimostrato i suoi sentimenti, quando erano esplosi, reciproci in quel bacio, lungo come un sogno...credeva che sarebbero giunti da un momento all'altro i suoi amici, che avevano cantato e ballato con lei in quel vecchio teatro di periferia.

Invece entrambi erano lontani da quel giorno, lontani da quel luogo...solo i loro sentimenti non erano cambiati, anzi..erano cresciuti.

Erano più intensi...

Terribilmente intensi.

Lui fu il primo a parlare, sorridendo imbarazzato mentre iniziava a guidarla con fare incerto sulla pista.

- Di sicuro non rischi di essere licenziata, ballando con me...-

Vee singhiozzò, poggiandola testa contro il suo petto.

La musica glielo permetteva, lenta e dolce com'era.

Infatti non era stata la prima ad abbandonarsi all'abbraccio del partner, ma certamente nessuno immaginava cosa nascondesse quel gesto così delicato.

- Dio mi farebbe la sua grazia più grande...se mi permettesse di morire adesso..col suono del tuo cuore che batte nella mia mente...- sussurrò queste parole permettendo ad una sola lacrima, invisibile, di scivolarle sul volto, inghiottita dalla stoffa della giacca nera di lui.

- Sarebbe un dio molto crudele se mi facesse questo, ora che siamo insieme, non credi?..oh, non piangere...la gente potrebbe pensare che sono un uomo cattivo...- scherzò lui, stringendola un poco, lasciando trasparire tutta la tenerezza possibile in una carezza.

- Sei cattivo...perchè non mi hai detto niente?-

- Volevo farti una sorpresa...ho sbagliato?- domandò lui, senza resistere alla tentazione di chinarsi e cercare il suo sguardo.

- No...solo che il mio cuore...non era pronto...-

- Al mio non ci pensi?- ribattè lui, sorridendo ironico,

- Quando ti ho vista a Glasow, stavo per restarci secco...-

- Ma ora...sono così felice...- e si strinse, lasciandosi cullare dalla musica che scivolava melliflua, cullandoli.

Era il loro primo ballo insieme.

La prima volta che danzavano insieme.

- Sei bellissima...- sussurrò lui, prendendole la mano e permettendole di guardarlo in quei occhi marini che più di una volta l'avevano incantata.

Non le importava più perchè fosse lì.

Cosa lo avesse condotto da lei, quale miracolo.

Rivolse il su ringraziamento al cielo, che sembrava essersi ricordata di lei, quella notte.

- Grazie...-

 

*****

- Ma guardali...- la donna lì indico con la coda dell'occhio e Patrick non potè fare a meno di osservarli e sorridere.

- Come sono carini...-

Dagmara sembrava stregata dal loro cullarsi a vicenda, al centro della sala.

- Se Gerry fosse dieci anni più giovane, sarebbero perfetti insieme...-

Patrick accostò la propria guancia a quella della moglie adorata.

- Dag, Io penso che stiano bene anche così...non trovi?- e la baciò vicino all' orecchio.

La donna non rispose, solo lanciò uno sguardo alla coppia che danzava e poi ritornò con l'attenzione rivolta al marito.

- Si...ma non credo che a Gerry interessi molto...stasera è venuto in compagnia di una attrice...bella quanto antipatica...-

Patrick la squadrò interrogativo, per poi chiederle subito dove fosse questa donna che era venuta con il collega.

- Guardala, è proprio lì...fa le moine ai produttori...-

L'attore la analizzò con interesse.

Era proprio lei...

Il cantante si irrigidì per un istante.

- Tutto a posto, Pat?-

- Tutto a posto...devo solo fare un discorsetto ad un amico, dopo...-

 

*****

La musica si concluse qualche minuto dopo, e nessuno ebbe modo di interrompere la loro danza.

Eppure qualcuno aveva anche pensato di chiedere al prestante e alto cavaliere di cedere il passo, ma nonostante sapessero che era impossibile, tutti ebbero l'impressione che quei due danzassero sulle nuvole.

Le coppie formate non si sciolsero fino alla fine della melodia e dopo, solo gli applausi risvegliarono Gerard e Vee da quel sogno.

" Peccato..." pensò lui, da un lato.

Averla così vicino era stato piacevole e confortante, e aveva sentito crescere il desiderio di essere solo con lei..da qualunque altra parte.

Vee si staccò da lui con dispiacere...avrebbe danzato con Gerard per ore...anche solo per sentire ancora il calore del suo corpo...

Applaudirono all'orchestra che si prese un attimo di pausa mentre il compositore si avvicinava alla sua cantante, complimentandosi con lei e col suo nuovo cavaliere.

- Gerard, è un piacere averti qui...quando ho saputo che saresti venuto oggi, non ho esitato ad invitarti. Cosa ti porta in città? -

Il musicista prese la sua giovane diva sottobraccio e Vee accettò con sollievo, leggermente rossa in volto.

Nonostante avesse superato la sorpresa, il suo cuore continuava a battere velocemente per l'emozione.

- Sono in città solo fino a domani...mi sono preso una piccola vacanza- rispose lui, senza staccare gli occhi di dosso dalla ragazza, che gli sorrideva imbarazzata e raggiante. 

- Conosci già la mia bambina, o mi sbaglio?-

Andrew gli indicò la bella ragazza che aveva affianco con un sorriso da finto conquistatore sulle labbra.

- S-si...- balbettò l'attore, - ci siamo conosciuti a New York mesi fa...v-vero, Vee?-

La ragazza lo fissò scioccata, per poi annuire, incapace di riflettere.

Solo in quel momento Vee si rese conto che il suo mecenate sapeva solo che si conoscevano; non conosceva quale fosse la natura del loro rapporto, e lei non glielo aveva mai chiarito.

Per lui, Gerard e lei erano poco più che conoscenti.

Doveva chiarire la situazione.

Fu sul punto di parlare quando la voce di Andrew la interruppe.

- E dov'è la tua bella accompagnatrice, invece?-

 

*****

 

Vee allargò gli occhi.

" Accompagnatrice?!"

Gerard degluttì, incapace di rispondere, lo sguardo rivolto alla ragazza vestita di bianco che sembrava impallidita notevolmente.

- No, ecco..io-

- Gerry!-

La donna, avvolta dall'argento si avvicinò con graziosa fretta.

" Merda!" imprecò l'attore, nel vederla cingergli il braccio e sorridere soddisfatta ai suoi interlocutori.

- Mi ha lasciata sola, brutto orso!- scherzò, dandogli un buffetto sul braccio.

- Non mi presenti?-

L'attore si prodigò nel presentare Linda a sir Webber che rimase colpito da tanta avvenenza.

- Beh, mia cara, tu non hai bisogno di presentazioni...- disse infine il musicista, rivolgendosi alla ragazza che sembrava aver perso del tutto il suo colorito e il suo sorriso.

Poi si rivolse con occhi spenti alla donna che la fissava, analizzandola dall'alto al basso.

Era ancora meglio che nelle foto, ammise con celata invidia.

La sua pelle sembrava porcellana, e il taglio dei suoi occhi era particolare, ipnotico.

Non aveva smesso di fissarla.

" Maledizione!" si rimproverò Linda.

Era bella, giovane, famosa...ma era diversa.

Le parve di riuscire a leggere nelle linee del suo volto che quella ragazza aveva sofferto tanto...

Linda scosse il capo.

Doveva smettere di fissarla.

Era una rivale, non le avrebbe permesso di vincere.

Aveva diviso più di sei mesi in compagnia di Gerard, mentre quella ragazzina aveva avuto solo qualche telefonata...molte telefonate..continue...

Non le importava.

Erano faccia a faccia adesso.

- Vianne Miller, la donna più celebre di Londra-

rise Andrew, regalando alla giovane una carezza sulla guancia.

Solo in quel momento Vee scostò lo sguardo da quella coppia perfetta che le stava innanzi e accennò un sorriso tenero al musicista, anche se il suo sangue si era zittito sotto il peso della gelosia.

" E' venuto qui..con lei..."

- Se ora ci volete scusare...- e diede un buffetto sulla mano della sua giovane musa,

-Andiamo, mia cara..ci sono delle persone che vorrei presentarti-

e insieme si dileguarono, congedandosi.

Ma Gerard tremò nel vedere un breve sguardo addolorato sul volto della ragazza che amava.

 

"C*****! ho rovinato tutto!"

- Gerry, che hai?- gli chiese Linda, conoscendo già la risposta.

- Niente, Linda...niente...-

"Tu non c'entri!" pensò, amareggiato.

Non poteva davvero credere che Linda si fosse messa in mezzo intenzionalmente.

E analizzando la situazione a mente fredda, sapeva che lei non aveva fatto niente di male...

Lui stesso aveva sbagliato a non dire subito a Vee che era venuto in compagnia, per sviare la stampa.

Che deficiente!

Lasciò Linda in compagnia di un paio di colleghi, qualche minuto dopo,  e si diresse verso l'angolo della sala dove si erano riuniti i produttori più importanti con le loro consorti e Andrew brillava, in compagnia della sua diva.

Prima che potesse avanzare di molto, venne trattenuto per la spalla da una stretta decisa.

" Ma chi è questo stronzo???" 

- Gerry!Razza di cretino!-

" Patrick?"

- Eh?-

Patrick lo attirò in un angolo, vicino al banco dei cocktail.

Scosse la testa, meravigliandosi che ancora o squadrasse con quello sguardo sorpreso.

- Vieni qui per incontrare la...- si avvicinò e bisbigliò il resto, - per incontrare la tua ragazza e ti porti dietro un'altra? Sei un genio, eh!-

- Pat...non voglio che la stampa ci perseguiti solo perchè stiamo insieme...quindi-

- Quindi hai avuto la trovata geniale di portare con te uno specchietto per allodole!Bravo davvero!solo che il trucco funziona solo se la ragazza sa dell'altra-

- Linda sa di Vee- ribattè Gerard deciso, senza alzare troppo il tono della voce.

- e Vee? Mi pare che tu non le abbia detto molto, da come ti ha guardato cinque minuti fa...sembrava sul punto di scoppiare a piangere-

- Davvero?-

Gerard sentì una fitta allo stomaco.

- La conosco meglio di te, Gerry...anche se fartelo notare non mi piace per niente-

L'attore chinò lo sguardo per poi sollevarlo velocemente e rivlgerlo alla ragazza che sembrava un angelo silenzioso in mezzo a tutti quei uomini.

Provò gelosia nei loro confronti...le potevano stare così vicini senza che nessuno avesse da ridire, godere dei suoi brevi sorrisi, del suo profumo, del calore del suo sguardo...

- Vai e fatti perdonare, prima che decida io per lei-

- Cosa vuoi dire?-

E Patrick gli raccontò che la sua cara ragazza aveva ricevuto molte proposte da un sacco di uomini, in quelle settimane passate in città, anche da gente importante.

Anche proposte di matrimonio.

Gerard rimase sospeso.

" Proposte di matrimonio..."

I loro sguardi si incrociarono e Gerard notò l'espressione severa negli occhi del collega più giovane.

- Ritengo che Vee non meriti questo trattamento, non da te...non sapendo che là fuori ci sono persone migliori di noi che potrebbero renderla felice. Non ci penserei due volte a consigliarle di mollarti, se ritenessi che sta male...con te..-

Prima che l'attore potesse ribattere, Patrick concluse del tutto il suo discorso, senza più ritornarci su.

- Io ti sono amico, Gerry...ma sono anche amico suo...e Vee è sicuramente più vulnerabile di te.

Se vi trovaste entrambi sul ciglio di un burrone, non avrei dubbi su chi andare a salvare...tu pesi almeno il doppio!-

Gerard gli diede un finto pugno sull'addome, ridendo appena di quello scherzo, dopodichè lo ringraziò e andò verso quella piccola folla riunita.

Erano poco più di dieci persone e conversavano amabilmente del più e del meno, di qualcosa che comunque Gerard non aveva inteso.

 

*****

 

- E' geniale...si può fare, vero Andrew?-

- Non vedo perchè no...- rispose il compositore ad un uomo alto poco più di lui, chiari occhi azzurri e l'aria distinta.

- Ma deve essere la mia piccola Vee a decidere..se per lei va bene...-

Vee annuì, ancora persa nei suoi pensieri.

- Per lei posso fare tutto, signore...non ha bisogno di chiedere..qualunque sua scelta, è un ordine-

e ritornò nei suo mondo silenzioso, dove la musica e le chiacchere delle persone attorno a lei non la raggiungevano.

Era venuto in città con un'altra...

Perchè?

Perchè aveva danzato con lei se aveva già una accompagnatrice?

Perchè non le aveva detto nulla?

- Allora siamo d'accordo, Marshall. Al ballo metteremo la collana all'asta...se la indosserai tu, mia cara, faranno la fila per averla...Vee?Mi hai sentito?-

- A-ah...- rispose Vee, lo sguardo gettato lontano, verso la grande vetrata in fondo alla sala che si proiettava all'esterno.

- Se mi vuole scusare, signore...mi allontano un momento...- ed educatamente rivolse un inchino ai signori e alle signore prima di incamminarsi verso il suo obiettivo.

 

*****

 

" Dove sta andando?"

La seguì con lo sguardo, mentre si avvicinava ai grandi drappi blu delle tende, e si appoggiava un attimo, prima di sparire dietro una di esse.

 

****

 

" Piove ancora..."

Vee poggiò il palmo della mano contro la grande vetrata che la riparava dalla pioggia violenta che infuriava sulle strade di Londra.

Sapeva di essere al sicuro lì, eppure sentiva l'acqua scivolarle addosso, picchiarla, un grande freddo.

Sospirò, continuando a fissare la pioggia.

- Ora ricordo...anche il giorno in cui ci siamo incontrati...aveva piovuto, quella mattina-

Si voltò di scatto, smettendo di respirare nell'incontrare il suo sguardo.

Gerard la raggiunse adagio, trovandosi accanto a lei in pochi attimi.

- La pioggia rende malinconici...fa pensare a cose tristi...e non vorrei mai vederti triste, amore mio...-

e la abbracciò da dietro, cingendole la vita e analizzando il suo sguardo attraverso il riflesso del finestra.

- Perchè non me lo hai detto che saresti venuto..con lei?- e rimase ferma, assorbendo il calore di quella stretta.

Non poteva farne a meno.

I suoi occhi si chiusero per poi aprirsi lentamente.

Il nero delle sue pupille si confondeva nel buio della sera, mentre le gocce bagnavano il suo volto riflesso.

Era eterea.

- Non volevo, all'inizio....Linda ha insistito...ed io ho accettato...-

- Lei ti vuole...- disse Vee, distogliendo lo sguardo dal vetro e rivolgendolo al suolo, - lo capisco da come ti guarda...-

- Oh, Vee...sei gelosa di me?- chiese lui, reclinando il capo per respirare il suo profumo, cercare i suoi occhi.

Quel calore era devastante...

- Si- rispose lei senza indugiare, prendendogli le mani nelle sue e poggiando la sua testa contro il suo petto, le spalle contro il suo torace,

-sono gelosa...non credo di esserlo mai stata tanto...sono gelosa di quella donna...di tutti i tuoi colleghi...del tuo manager...della tua assistente...di tutti, che ti possono stare vicino mentre io non posso...-

e sospirò nel portare una delle sue mani così calde al proprio petto.

Gerard sussultò.

Gli parve di poter percepire il battito del suo cuore attraverso quella pelle così bianca.

Non poteva negare di essere geloso.

Anche lui.

Di tutti.

Se non si fosse fatto da parte, quel damerino senza nome avrebbe rischiato di ritrovarsi col naso rotto in qualche ospedale in centro.

Che cosa orribile la gelosia...il metro dei loro sentimenti in quel momento.

Non voleva che lei fosse gelosa...non di una sua collega...

Non ne aveva motivo.

 

- Vee...mia piccola, dolce Vee...- esordì lui, rendendo la propria voce impercettibile, e usando parole più morbide possibili,

- Linda è bella, affascinante, sensuale...-

La ragazza chinò il capo, alleggerendo la presa sulle sue mani, incapace di negare una sola delle parole da lui pronunciate.

" Perchè mi fai questo..?"

- Ma è te che amo...è per te che sono qui...- proseguì infine, prendendo l'iniziativa, stringendole la mano destra con la propria e accarezzandole la vita, mentre con la sinistra scansò una ciocca di capelli scuri dalla spalla vellutata e iniziò ad imprimervi gentili carezze con le labbra sottili.

Vee portò indietro il capo ed emise un breve gemito nel percepire tutto quel calore in un gesto così lieve, eppure carico di passione.

- Uhh..vorrei baciarti...- espresse quella preghiera in un sibilo, prima che Vee piegasse il collo per raggiungere col volto le sue labbra.

Si baciarono lentamente, approfondendo a lungo il contatto, vietandosi reciprocamente il respiro.

Le mani di lui, intrecciate, sfiorarono i fianchi della ragazza, che si mosse appena, decisa a voltarsi del tutto.

Fu l'attore ad interrompere il loro bacio, respirando brevemente, in affanno.

Si perse nei suoi occhi scuri.

La desiderava...l'avrebbe presa lì stesso, contro la vetrata, dimenticandosi degli oltre cento invitati di quello stupido party...lo avrebbe fatto...

No.

Non poteva...

Cosa poteva fare?

- Vorrei...vorrei...- e non continuò, lo sguardo chino, imbarazzato.

Se Vee avesse saputo quanto bruciava dalla voglia di fare l'amore con lei, probabilmente avrebbe avuto una pessima opinione di lui.

Ma era dannatamente vero...

Ogni bacio...ogni carezza...erano fuoco nel cuore, aghi nella carne.

Non gli bastavano più.

Vee sfiorò la sua guancia e lo attirò a sè, baciandolo nuovamente.

E con una lieve carezza, quella stessa mano scivolò sul suo petto, facendolo tremare di desiderio.

- Anche io...-

sussurrò lei, fissandolo dritto negli occhi, le labbra dischiuse, pronte ad essere baciate nuovamente.

 

" Cosa?"

 

****

 

- Vee, cara..sei qui?- una voce femminile la cercò.

La cercava da un pò e, nel affacciarsi dietro la tenda, non credeva davvero di trovarla.

- Oh, eccoti...Sir Webber mi ha chiesto di cercarti, era da un pò che non ti vedeva...-

La scena che le si era presentata davanti fu particolare: la sua assistita in piedi, sembrava conversare a bassa voce con uno sconosciuto, molto alto ed affascinante, ammise a sè stessa Chris, vestita di un abito con un delicato motivo floreale, i capelli raccolti e trattenuti da diversi fermagli sgargianti.

Sembrava quasi li avesse colti di sorpresa.

- Chris...che succede?- domandò la ragazza, mentre Gerard si era voltato un momento, temendo che potesse essere rimasto sul suo volto qualche segno della "discussione" precedente.

- No..nulla, cara..solo che sei scomparsa da un pò...il signor Webber era preoccupato-

- Sto bene - la rassicurò Vee, uscendo all'accecante luce dei lampadari della sala.

Erano in un lato dell sala un pò appartato, e tutti sembravano presi dalla musica.

- Ne sei certa, bambina? Sei tutta rossa...- e prima che Vee potesse accorgersene, Chris le tastò la fronte, emettendo un leggero fischio nel constatare che aveva ragione.

- Credo tu abbia la febbre, Vee-

- E' solo..la stanchezza- si scusò, rivolgendo uno sguardo all'attore che le stava a pochi passi, cercando di assumere un atteggiamento più naturale possibile.

Anche lui era leggermente rosso in volto, ma al contrario di lui, in Vee era evidente.

- Non ti conviene stare qui, domani devi lavorare...meglio che tu vada a riposare-

Vee rimase in silenzio, per poi annuire.

La seguì per qualche passo, lasciando l'uomo qualche metro più indietro.

- Avvertirò io il signor Webber e gli altri ospiti. Vedrai che capiranno... e se non dovessero, beh, ci penserò io!-

- Grazie Chris, buonanotte-

Vee le strinse le mani, regalandole un bacio rapido e non si mosse per qualche istante, guardandola allontanarsi.

Si portò una mano sulla guancia, constatando essa stessa la verità dell'affermazione della sua assistente, e sobbalzò nel vedersi raggiunta da Gerard, che non aveva ascoltato quello scambio di battute.

Si era avvicinato, non ancora in grado di parlarle.

 

...Anche io...

 

Aveva capito bene?

Era certo di aver udito quelle parole?

Era certo che lei avesse davvero capito ciò che intendeva dirle?

" Calma...finirò per impazzire..."

C'erano poche persone intorno a lei e l'orchestra aveva ricominciato a suonare per l'ennesima volta.

Non si era reso conto di essere rimasto così poco dietro quella tenda...

Il tempo si era fermato...e non si era fermato.

Possibile che i loro incontri fossero così clandestini e sempre così brevi?

- Io me ne vado...-

Gerard parve sordo a quella frase.

" Eh?"

Vee gli fu vicina abbastanza da poter essere udita, ma non così tanto da far sospettare agli altri invitati che tra loro ci fosse qualcosa di più di un semplice rapporto d'amicizia.

- La...la mia stanza è la 309...-balbettò lei, mantenendo lo sguardo basso, torturando le dita per la tensione.

" 309..." memorizzò lui in un istante.

- Non...farmi aspettare troppo...- e gli strinse semplicemente la mano, prima di allontanarsi, incrociando nel suo cammino il musicista che discorreva con la moglie ed altri invitati.

Vee salutò Andrew e la signora Madeline con un bacio, prima di sparire dall'ingresso principale.

 

...Non farmi aspettare troppo...

 

Quella frase continuò a risuonare nella sua mente finche Vee non fu definitivamente sparita dietro il portone bianco da cui era passato lui stesso poco meno di tre ore prima.

 

" EHH?!?"