Capitolo 28
Dedicato alla persona che amo
" Chissà come è andata quella cosa a Las Vegas..."
Era ancora immerso in uno degli scenari più belli della Scozia, ad appena cinquanta chilometri dal più vicino centro abitato, quando Elliot arrivò in navetta con una persona conosciuta.
Gerard sorrise.
Almeno uno di loro aveva accanto la persona amata.
Approfittò della pausa per salutarli.
- Amanda, è un piacere averti a casa mia...di nuovo! - scherzò, riavviandosi i capelli rossicci con le dita.
La donna gli lanciò un'occhiata sarcastica attraverso le lenti da vista.
La mancanza di quella tecnologia che lei riteneva necessaria per sopravvivere l'aveva avvertita grandemente durante le riprese di Burns, e si era ripromessa di non ritornare più a meno di avere una stanza d'albergo tutta per sè, in città.
Non era stata accontentata, ma almeno era vicino a suo marito.
- Sono sempre contenta di ritornare a Glasgow...anche se vedo che qui siamo un pò in periferia-
- Un pò? - sbuffò ironico il manager, - siamo a più di due ore di macchina dalla città! Mah!-
- Ehi, Elliot, di che ti lamenti? Mi hai proposto tu questo film, prenditi le tue responsabilità!- ribattè l'attore, trattenendo uno sbadiglio.
Era visibilmente stanco.
Ormai erano le undici di sera passate.
Aveva cenato solo con un panino.
Guardava Amanda con uno sguardo brillante.
Lei veniva da New York...magari aveva notizie di...
- Ah, Gerry, ho una cosa per te...sono sicura che ti interesserà..-
Tirò fuori dall'ampia borsa da viaggio nera un sacchetto di carta con qualcosa dentro.
- Cos'è?-
- Una rivista di sport e spettacolo...l'ho trovata all'aeroporto di New York e l'ho letta in aereo mentre venivo qui. Devi assolutamente dare un'occhiata alla copertina...- e sorrise al marito, che aveva visto il contenuto del giornale durante il tragitto.
Trasse la rivista dal piccolo sacchetto bianco.
" Non ci credo...!!"
La foto della copertina ritraeva cinque ragazze, quattro in piedi, in vestiti molto colorati e giovanili, con al collo delle piccole medaglie d'argento.
Una di loro sedeva pacata, con le mani sul grembo e una tuta da fitness rossa e nera che avvolgeva il suo fisico sottile.
Lei ne aveva due, di medaglie al collo.
Una d'argento...l'altra d'oro.
- Ma è davvero...?-
- "Vianne Miller, 20 anni, è la campionessa del Festival internazionale del circo di Las Vegas "- citò Amanda, senza neanche leggere la rivista.
La conosceva a memoria.
Gerard osservò la copertina.
Aveva il trucco più leggero delle altre quattro ragazze, tutte di origini orientali e molto somiglianti tra di loro, e i capelli sciolti le ricadevano più lisci e lunghi del solito sulle spalle.
Peccato che avesse scelto quella mise così larga e inconsistente.
Sul volto, il solito sorriso velato ma soddisfatto, ben diverso da quello raggiante a trentadue denti delle sue compagne.
Sembrava molto più giovane della sua età, e il suo fisico snello e sottile si rendeva complice di tale illusione.
Era incantevole.
Sfogliò la rivista avidamente ed esaminò le foto dello spettacolo, cercando quelle che gli interessavano.
Più di dodici pagine, dedicate a tutta la manifestazione.
Le foto erano almeno due dozzine, e tutte spettacolari, ricche di colori e...magia.
Vide domatori, equilibristi e giocolieri nel mezzo dell' esecuzione. In una vide ritratto il pubblico al momento della consegna dei premi.
Erano almeno un migliaio, solo quelli che si potevano contare nella foto.
E lei, attiva in due scenari completamente diversi.
In una aveva il corpo letteralmente piegato a metà, e le striature verdi e blu sulla stoffa bianca rendevano l'effetto ancora più evidente.
" Questo costume è troppo aderente...c****, si vede TUTTO!"
e non seppe se essere grato al fotografo per quegli scatti o se doverlo cercare e spaccargli la faccia per aver ritratto Vee così impudicamente.
- Sapevi che la tua ragazza è una campionessa di ginnastica a livello mondiale? e che aveva già vinto tutto quello che si poteva vincere prima dei dodici anni?!- domandò Amanda, indicando delle piccole didascalie sotte le foto più grandi.
" Eh?"
- E' un genio! - proseguì Elliot, senza nascondere il suo orgoglio.
Lui aveva intravisto subito le vere capacità di quella ragazza, la sera dello spettacolo...
In un'altra, rivestita di sangue e guizzi dorati, la ragazza era sospesa ad almeno dieci metri di altezza, il corpo avvolto in due lunghi drappi di stoffa nera e lucente.
Creava l'illusione, attraverso quella foto, di qualcosa di perduto nel tempo...qualcosa di incantato e irrealizzabile.
Le luci, soffuse e rosse, rendevano l'atmosfera di quelle immagini sensuale e mistica.
Sorrise.
- Sapevo che ce l'avrebbe fatta!- esclamò Gerard, non riuscendo a contenere l'entusiasmo.
- E non hai ancora letto l'articolo! - disse Elliot, uno sguardo enigmatico e divertito.
L'attore non se lo fece ripetere due volte e corse sulle righe a bordo pagina.
Tra gli aggettivi più utilizzati, furono le parole " genio" e " promessa dello spettacolo" ad essere ripetute con più frequenza, inserite quà e là nella ricca descrizione delle sue esibizioni.
Una lunga lista di elogi che terminava un'altra lista che riassumeva in una ventina di titoli, tutti i premi e le manifestazioni vinti.
"Oh...."
Non seppe che pensare.
Avevano passato del tempo insieme, è vero, ma avevano sempre parlato di altre cose, e Vee aveva sempre cercato di svicolare l'argomento lavoro.
Perchè non gli aveva detto niente?
Non lo riteneva importante?
Dov'era finita la vanagloria delle donne e il loro desiderio di vantarsi dei loro risultati?
Che fosse solo Rebecca a spiattellare i suoi successi ai quattro venti?
Probabilmente lo aveva abituato male...
- Altro che cameriera e cameriera! Nell'ambiente del circo è più famosa lei che tu nel cinema!- disse Elliot, - più in basso c'è il resoconto dell'intervista a lei e alle sue compagne...è pure modesta! Preparati, Gerry, è la volta buona che ti mollo! - e si aspettò qualunque reazione violenta da parte dell'attore, che semplicemente chinò il capo e si concentrò nella lettura.
Gerard lesse quelle brevi frasi.
Ricavò da quelle parole tante cose che non conosceva ancora della sua ragazza.
Ad esempio che da piccola era stata più volte campionessa europea e mondiale, che aveva cominciato ad esibirsi come contorsionista a tre anni e come ginnasta a cinque; a dodici anni aveva vinto sul serio tutto il possibile.
Non gli aveva mai accennato nulla, ma a casa dei suoi nonni aveva notato i trofei.
Avrebbe dovuto capirlo...
" Tutte quelle targhe a casa sua erano..."
E cose che invece conosceva bene, come la morte di entrambi i genitori e del marito prima dei diciassette anni.
Non si stupì, quindi, di scoprirla cameriera, insegnante, volontaria, studentessa, persino barista e commessa...chi voleva fuggire da qualcosa si buttava a capofitto in qualcos'altro.
Lui lo sapeva.
C' era passato quando aveva deciso di smettere di bere.
Furono le ultime domande a sorprenderlo ulteriormente.
Q: Progetti per il futuro?
Questa domanda gliela ponevano i giornalisti alle conferenze stampa o durante le interviste speciali.
Le risposte erano sempre le stesse, già collaudate.
Le quattro sorelle risposero allo stesso modo, parlando di proseguire il loro impegno presso il circo dove lavoravano da tempo.
Invece Vee...
A: Non tornerò al circo. Non me la sento, non quest'anno almeno...preferisco pensarci con calma, trascorrendo un pò di tempo con le persone a cui voglio bene..
Gerard respirò, un poco deluso.
Se da un lato tirò un sospiro di sollievo nel sapere che Vee non sarebbe andata in giro per il mondo con un circo ( "potremmo trascorrere un pò di tempo insieme, noi due..." ), da un lato gli dispiacque che Vee non volesse più mostrare il suo talento a nessuno.
Avrebbe preferito che avesse le idee meno confuse o che, almeno, accettasse la proposta di Sir Andrew...avrebbe pagato per vederla cantare...
Avrebbe pagato per vederla.
Elliot scambiò un'occhiata di intesa con la moglie.
- Leggi ancora, Gerry. L'ultima domanda-
Non rispose nemmeno, solo fece cadere il suo sguardo sulle ultime linee.
Q: A chi dedicate la vostra vittoria?
L'attore sentì qualcosa prosciugargli la gola quando lesse le parole della ragazza.
A: E' dedicata alla persona che amo, che purtroppo ora è in Scozia per lavoro-
Semplice e semplicemente devastante.
L'attore credette di arrossire, ma non accadde.
Rimase solo con una espressione trasognata per qualche momento, rileggendo quelle righe più di una volta, senza sapere che quella frase le era venuta tanto spontanea da farla arrossire solo poco dopo averla detta.
Per un attimo la sua mente lo prese in giro, facendogli credere che Vee conoscesse qualcun'altro laggiù e che la sua vittoria fosse per quel fantomatico individuo che aveva come unica colpa quella di respirare la sua stessa aria e calpestare lo stesso suolo.
"E' per me...sono io!...è per me!" realizzò infine, mordendosi un attimo il labbro inferiore.
Chiuse la rivista in un lampo quando avvertì su di sè gli sguardi sarcastici dei due manager, che lo fissavano e si scambiavano risolini di accordo.
- Cosa c'è da ridere?- chiese lui, che stringeva ancora il giornale tra le mani.
Avrebbe passato tutta la notte a rileggere l'articolo e ad immaginare, attraverso quelle foto, l'esibizione della "sua" Vee...anche se quel costume era davvero troppo trasparente...avrebbe dato vita a pensieri indecenti...meglio sorvolare...
- Nulla, nulla!- scoppiò Elliot, che credeva di avere davanti un ragazzino adolescente e non un uomo adulto e serio.
- Piuttosto, Gerry - li interruppe Amanda, lo sguardo divenne perplesso dietro glio occhiali,
- Cos'è questa storia di una relazione tra te e la protagonista di questo film? Puoi spiegarmelo? Ho visto in giro delle foto che non mi sono piaciute...sai, abbracci e bacetti di troppo...-
Si era sentita sollevata dalla reazione con cui Gerard aveva accolto le notizie della signorina Miller, ma quelle voci che giravano da un pò sulle riviste, non le erano piaciute proprio per niente.
Solidarietà femminile...forse.
" Eh?" esclamò lui, senza pronunciarsi, rivolgendo solo uno sguardo interrogativo alla donna che si portò una ciocca di capelli dietro l'orecchio con un gesto, sistemandosi gli occhiali sulla curva del naso aquilino.
- Io ti conosco,Gerry, quindi so che non faresti una cosa del genere, ma...-
- Non so di cosa stai parlando- si grattò la testa, cercando di trattenere ancora una volta l'impulso di sbadigliare,
-Linda è una buona amica...ammetto che è affascinante, intelligente e anche molto simpatica...-
" In altre occasioni, forse..."
- Ma è sempre un'amica, una collega- disse lo scozzese, cercando di dissipare ogni possibile dubbio.
Effettivamente Linda aveva provato ad attaccar bottone più di una volta con lui e Mark, e lui l'aveva lasciata fare, uscendo insieme a lei e ad altri loro colleghi ogni tanto;
- E' che preferisco stare con voi uomini piuttosto che pranzare da sola!- ripeteva sempre lei, quando le veniva chiesto il motivo della sua preferenza.
Sospettare una relazione tra loro...chi poteva sospettarlo? e di che foto parlava Amanda?
Non aveva visto nulla del genere...gelò al pensiero che Vee potesse vedere qualcosa di equivoco su qualche rivista, ma non osò chiedere ulteriori ragguagli alla sua assistente.
- Va bene, Gerry. Non ti sto accusando di nulla, solo stai attento, per favore- concluse lei, - se succede qualcosa, sarà lei a soffrirne di più, lo so già...tu sei un uomo...prima o poi ti riprenderesti, come hai sempre fatto...ma la signorina Miller è poco più di una bambina...è cresciuta troppo in fretta...come credi che la prenderebbe se succedesse qualcosa? Intendo qualsiasi cosa?-
" Non ho intenzione di raccatare io i pezzi, come ho dovuto fare con le altre...oh, Tonia, ora capisco perchè te ne sei andata!Torna, ti prego..."
- Non lo so, e non mi interessa, visto che non succederà nulla!- rispose seccamente Gerard, poi si scusò con Amanda per il suo tono irritato, addicendo la scusa della stanchezza.
Amanda fece cenno di comprendere.
Era quasi mezzanotte ormai, e le riprese sembravano lontane dal concludersi, quella sera.
La scena che si stava riprendendo aveva come protagonisti Linda e Mark Logan, un'altro attore scelto dalla scrittrice.
Claire avrebbe dovuto aspettare Frank nella stanza d'albergo e poco dopo sarebbe arrivato Jamie nella sua prima apparizione...una scena facile ma che implicava l'utilizzo degli effetti speciali per ricreare la tempesta e il vento che non avrebbe dovuto muovere il kilt e la sciarpa del cavaliere.
Lui e Mark erano diventati molto amici in quei due mesi, nonostante sul set fossero rivali e si contendessero la stessa donna.
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A Mark piaceva il calcio, e Gerard aveva apprezzato le sue qualità di giocatore più di una volta, tra una pausa e l'altra; soltanto, aveva rinunciato ad uscire con lui la sera, perchè Logan beveva come una spugna, e finiva col parlare di oroscopi e stelle che recavano su scritto il destino.
Deprimente, oltremodo...per Mark era il segno zodiacale a confermare se due persone erano fatte l'una per l'altra.
Gerard non credeva a queste cose...se si trovava bene con una persona, che importanza poteva avere se era del toro e del sagittario?
Comunque non mancò di domandarsi se lui e Vee fossero in qualche modo compatibili...lei era nata a febbraio...
" Scorpione e...Pesci?"
Aveva scacciato presto questo pensiero, rabbrividendo all'idea di poter diventare come Mark...
" Finche si sta bene insieme..."
****
- Ehm...Amanda...se ti consegno una cosa, potreste spedirla per me?-
Amanda lo squadrò un attimo, curiosa.
Non era la prima volta che le faceva inviare qualcosa per posta, ma solitamente la destinazione della lettera o del pacco era proprio Glasgow.
- Nulla di particolare...Vee si è laureata e così...- e tirò fuori dalla borsa che aveva con sè, poggiata ai piedi della sua sedia, un piccolo cofanetto.
Ad Amanda parve balzare il cuore dal petto per l'eccitazione.
" Non ci credo!"
- Gerry, non mi dire che...mandare una cosa del genere per posta...-
- No, non è come pensi- e aprì la piccola custodia nera.
Brillava, questo è certo, ma non era un anello.
Era un piccolo fermaglio per capelli, a forma di stella, tempestato di cristalli, un piccolo tesoro.
- L' ha vista mia madre in un vecchio negozio di Balquhidder e me l'ha data-
Preferì omettere la piccola predica della signora Margareth sulla mancanza di attenzioni da parte di Gerard per un evento tanto importante come una laurea.
Alla fine glielo aveva consegnato, dicendogli
- Almeno con questo non farai cattiva figura!-
- Non ha molto valore, in verità, ma appena l'ho vista, ho pensato a lei...le starebbe bene, credo- concluse l'attore, porgendoglielo.
La donna sorrise amabilmente.
Il suo assistito era davvero tenero.
Parlava con un tono particolare, dolce e pieno di nostalgia.
Si dispiacque che l'oggetto del suo affetto fosse così lontano.
- E' perfetto!- disse prendendolo in mano e ammirandolo meglio,
- sono certa che le piacerà tantissimo-
Poi si rivolse ancora a lui.
- Altro?-
Gerard frugò un attimo nella sua borsa, e trovò infine il bigliettino che avrebbe dovuto accompagnare quel piccolo monile.
Lo lesse un attimo.
Fece una smorfia, inarcando il sopracciglio e piegando appena l'angolo della bocca.
" Naa...meglio di no!"
Lo stropicciò e se lo rimise in borsa con noncuranza.
- No, Amanda, è tutto-
- Se lo dici tu...-
Il regista lo richiamò dalla discussione, invitandolo a sbrigarsi per l'ultima scena della giornata.
- Finalmente!- esclamò l'attore, desideroso di poter infine riposare.
- Tra un'ora, se tutto va bene, avrò finito! ci vediamo in albergo - e si dileguò, voltando loro le spalle e raggiungendo Matthew, che lo aspettava con impazienza.
Erano tutti stanchi...prima finivano, meglio era per ognuno di loro.
Amanda attese che il suo assistito fosse lontano abbastanza, poi si guardò attorno e si chinò, frugando la sua borsa sotto l'occhio scandalizzato di suo marito.
- Che fai??- bisbigliò lui, cercando di nasconderla col corpo dagli sguardi indiscreti degli operatori che trottavano lì attorno, sistemando cavi e luci.
- Non lo vedi?...uh...-rispose mentre spostava con cura gli oggetti e li accantonava in un angolo della sacca.
- Amanda Cook!- la richiamò, con finto stupore, - Tu, l'irreprensibile, stai frugando nella borsa di Gerard?-
- Esattamente, tesoro!...Ah! Trovato! - e si alzò, rimettendo a posto la borsa ai piedi della sedia, prestando attenzione a richiuderla esattamente come prima della sua indagine.
Amanda sghignazzò colpevole, mentre apriva quel piccolo biglietto che il suo cliente aveva scartato con troppa, riluttante, indifferenza.
Lo lesse e ne rimase colpita.
Si era aspettata chissà cosa...
" Tutto qui?"
- Fammi vedere!-
prima che potesse anche solo dire una parola, Elliot glielo stappò di mano e lo lesse, più curioso di lei.
Una stella per il mio angelo,
Auguri per la tua laurea
Gerard
- Ouhh...mi si sono cariati i denti!Non è da lui scrivere cose così sdolcinate...gli si è fritto il cervello!Ormai è tardi!-
- Io lo trovo dolcissimo...e non capisco perchè non voglia spedirglielo, che male ci sarebbe?-
- Magari ha paura che le venga il diabete dopo averlo letto!- ribattè lui, un sorrisetto sarcastico piegava gli angoli della sua bocca.
Amanda corrugò la fronte in una smorfia di insofferenza.
" Uomini! siete tutti uguali, non capite niente!"
- Ma quanto sei spiritoso, amore mio...guarda, sto morendo dal ridere...-
e si incamminò verso la navetta, senza rivolgergli più la parola.
Il biglietto ormai era stato riposto dentro il cofanetto.
- Dai, tesoro...stavo scherzando!Sai che stavo scherzando! Amanda!- la inseguì, pensando che per farsi perdonare avrebbe dovuto comprarle qualcosa di costoso...e scrivere un bigliettino assurdamente zuccheroso come quello.
" Donne! siete tutte uguali! "