Capitolo 15

La principiante

 

Vee lo vide arrivare difilato, e appena fu a pochi passi da lei, non potè fare a meno di esclamare il suo nome.

-Alec!-

Il ragazzo, in compagnia di una ragazza qualche passo più in là, era arrivato per salvare la sua compagna sulla scena da quella invasione di ammiratori.

- Ragazzi, cosa volete dalla mia ragazza? mentì lui.

- Ahh..niente, niente, amico- aveva detto qualcuno, mentre gli altri si erano dileguati al vedere quel ragazzo alto e robusto farsi strada. Era lo stesso della rappresentazione.

- Dovevamo immaginarcelo...- si lamentarono molti di loro, allontanandosi con dispiacere e rimpianto da quella bellezza.

- Grazie Alec- sussurrò lei quando furono tutti lontani.

-Non c'è di che...Kate lo leggeva nei tuoi occhi che non li volevi attorno...-

-Era così evidente?-

-Altrochè!- e alzò la mano all'altezza del viso.

Gli diede il "cinque", battendo la sua mano, e lanciando un cenno di ringraziamento a Kate, che ora si avvicinava e sospirava una risposta all'amica.

 

****

 

Gerard assistette a tutta la scena, e sentì il fiato mancargli quando udì quella specie di ragazzino parlare di Vee come " la sua ragazza".

Fu sul punto di allontanarsi e ritornare dalle sue fans

"Non ha bisogno di me..."

quando vide la ragazza che lo ringraziava dandogli il cinque in un sorriso divertito.

Fu inondato da un placido sollievo quando vide una donna dai capelli rossi avvicinarsi ai due e prendere la mano del ragazzo, lasciandosi abbracciare da lui e sospirando a Vee qualche parola.

Si accorse, non senza una sorta di intimo sdegno, che quel sentimento che lo aveva devastato pochi minuti prima nel vedere il ragazzo, Alec, sul palco con Vee, era ritornato vivo e chiaro a punzecchiarlo irrefrenabile.

 

Vee infine notò una figura alta, tutta vestita di nero che l'aveva fissata fino a quel momento, indecisa se proseguire o meno, profondamente imbarazzato per come si era sentito poco prima.

- Gerard!- lo chiamò, l'attenzione rivolta solo a lui, uno sguardo raggiante indirizzato solo all' uomo vestito di nero.

Alec e Kate gettarono uno sguardo anch'essi all'uomo che si avvicinava lentamente, mentre Vee gli andava incontro, pochi passi più avanti.

Sobbalzarono.

Gerard...

Gerard Butler.

Proprio lui.

 

-Vee...- disse, un sorriso meraviglioso sulle labbra.

La ragazza era tutta per lui, adesso.

Era lui l'ammiratore, adesso.

Sperò che nessuno interrompesse quel momento.

Lei gli sorrideva, respirando brevemente per la breve corsa che aveva fatto.

-Hai visto? ho indossato il vestito per il finale...pensavo di entrare solo in maglietta, ma volevo farti una sorpresa...-

" E ci sei riuscita davvero!"

- Ti è piaciuto lo spettacolo?- domandò, l'attesa negli occhi, mentre accennava un sorrisetto impaziente sulle labbra rosse.

" Mi sei piaciuta tu..."

-Si, molto..e tu sei stata bravissima-

- Grazie- rispose lei chinando lo sguardo un poco. Era arrossita ancora.

Come dirgli che mentre cantava aveva visto il suo volto dietro alla maschera, le sue dita intrecciate alle sue?

E se fosse accaduto davvero?

" Sarebbe stato.." scosse il capo.

L'attore la fissava, lo sguardo interrogativo.

Non capì quella reazione.

- Non credevo sapessi cantare così bene...- Gerard riprese la lunga lista di complimenti che aveva in serbo per quella ninfa.

- Neanche io, sinceramente- scherzò lei.

Ma diceva la verità.

Sapeva cantare, ma non aveva alcuna tecnica, nè aveva studiato per farlo.

- Signor Butler?- chiamò una voce poco dopo.

Era il damerino.

Accanto a lui, una ragazza lo scrutava affascinata e con curiosità.

- Lei è il signor Gerard Butler, vero?-

L'attore lo esaminò per un momento.

Aveva davvero dei bei lineamenti, diversi dai suoi; gli zigomi pronunciati e gli occhi scuri gli davano vagamente un'aria da Casanova che non gli piaceva per niente.

- Si. Piacere, signor...- rimase in silenzio porgendogli la mano. Lui la strinse emozionato.

- Mi chiami Alec, signor Gerard-

- E tu chiamami pure Gerry, Alec-

" La tua pronuncia americana mi fa venire i brividi!!"

Alec era molto eccitato da quell'incontro.

-Ho visto tutti i suoi film...e ho trovato la sua versione del fantasma dell'opera molto intensa e mi ha affascinato molto; mi sono ispirato a lei per interpretarlo stasera...-

" Si è visto, razza di..."

e rivide il film nella sua mente.

Non potè negare che le sue scene fossero molto sensuali e passionali, e in coppia con Em, che era un'attrice fantastica e sapeva rendere bene tutti i vari stati d'animo, dalla tristezza più profonda al fascino più irresistibile, comprese che davvero quel giovane attore si era rifatto a loro per i sentimenti che voleva suscitare e per i movimenti eseguiti.

Ma sul palco non c'era Emmy.

E nemmeno lui.

Era un'altra donna tra le braccia di un'altro uomo.

L'effetto era stato diverso.

E lui ne era stato investito in pieno.

 

- Ecco qui le nostre stelle!- salutò una voce, presentandosi accompagnata da una coppia alle sue spalle.

Era riuscito a liberarsi dalle fans anche lui.

- Alec- proseguì - sei stato davvero in gamba.

- Grazie Patrick- rispose il ragazzo, stringendogli la mano, -perchè non mi hai detto che veniva anche Gerry Butler? Non avremmo cantato il Fantasma dell'Opera a saperlo...- bisbigliò Alec, ma Patrick non lo ascoltava più.

Aveva occhi solo per la ragazza coi capelli castani.

La ammirava emozionato.

Dentro di sè rise.

Si sentiva come quei ragazzini delle scuole elementari che assistevano ad uno spettacolo e poi non riuscivano a credere che l'attore che aveva recitato fosse reale, in piedi davanti a loro.

Dubitò quasi che fosse vera e viva, e non piuttosto una perfetta scultura di cera o porcellana.

Era persino più carina da vicino che sulla scena.

Anzi, decisamente bella, i suoi occhi scuri erano magnetici.

Le prese la mano e posò un bacio nobile sul dorso, fissandola con i suoi occhi azzurri.

Vee lo guardò curiosa, un poco stranita da quel gesto.

Contemplò i suoi occhi.

" Davvero belli..." poi lanciò uno sguardo a quelli di Gerard, che la guardava a sua volta, perplesso.

Avevano una sfumatura argentea.

" Oh, Gerard...come fai a mostrarmi tutti i colori del cielo con uno sguardo? Non è giusto che tu abbia degli occhi così..."

 

Patrick sorrise lasciandole la mano e lanciando un sorrisetto ad Alec.

-E la tua ragazza è stata semplicemente magnifica-.

Vee aggrottò la fronte in un'espressione di sorpresa e sbigottimento, poi volse i suoi profondi occhi bruni ad Alec, a Gerard e a tutte le persone presenti, cercando una muta spiegazione.

"Ma cosa sta dicendo?" si chiese, " Io ragazza di chi?"

- Non capisco, signor..-

-Chiamami Patrick, Vianne, ti prego...Vianne, -ripetè lui, con la sua voce calda e rassicurante che aveva fatto impazzire migliaia di fans,

- Davvero un nome delizioso-.

Si rivolse ancora ad Alec.

-Ha cantato bene quanto te, se non di più! E tu che insistevi a dirmi che era una dilettante, una volontaria dell'università...- gli diede una pacca sulla schiena,- da come me l'hai descritta però, la immaginavo più...in carne, ecco-.

La ragazza dischiuse le labbra, il volto ormai ritratto della sorpresa, mentre Gerard non sapeva cosa pensare dei protagonisti di quella scena.

"Ehh?!"

- Io non sono- attaccò Vee.

- Patrick, Vee e io non stiamo insieme-, e tirò a sè la donna con i capelli rossi e lo sguardo ceruleo che, più alta e formosa della giovane soprano, finora era rimasta accanto al suo ragazzo, a meno di due passi di distanza.

- E' lei, Kate, la mia ragazza-.

La giovane Kate Phillips, che fino a quel momento si era tenuta in disparte, solo per indignarsi quando quell'attore aveva scambiato Vee per la ragazza del suo Alec, ora arrossiva, grata che fosse stato proprio il SUO Alec a chiarire la situazione.

La cantante tirò un sospiro di sollievo, e anche un'altra persona con lei.

" Meno male" pensarono quasi contemporaneamente i due, lanciandosi un' occhiata a vicenda.

Gerard vide la giovane in bianco particolarmente sollevata, mentre Patrick osservava la coppia, consapevole di aver fatto una delle sue tante figuracce, l'ennesima...

Erano effettivamente una gran bella coppia, i loro colori si mescolavano in sintonia nonostante fossero diametralmente opposti, e lo sguardo con cui Alec accarezzava il viso spruzzato di lentiggini di lei faceva tenerezza.

Ma la magia che il suo amico e la ragazza con gli occhi di terra e sabbia avevo creato era unica...i loro movimenti, i loro corpi, le loro voci, i loro sguardi...non poteva esistere coppia come quella al mondo, tanto perfetta ed irreale.

E difatto non esisteva.

-Ma allora perchè non avete cantato insieme stasera? Avevi detto...-

Alec cercò di chiarire la situazione.

- Purtroppo, due giorni fa, Kate ha perso la voce mentre provava...laringite...Quindi Vee l'ha sostituita all'ultimo minuto-

La coppia di agenti, che aveva ascoltato la discussione, capì improvvisamente perchè il loro caro amico Gerry si fosse stupito così tanto nel vedere la sua amica interpretare quel ruolo.

- Pensa- proseguì lui, incapace di trattenere l'entusiasmo, la volontà di sorprendere l'amico nella voce,- che la nostra Vee ha cantato le canzoni di Kate solo ieri sera, durante le prove, per la prima volta. Le aveva ascoltate un paio di volte perchè "le piacevano", capisci?!-

Cercò, trovandolo nei volti dei presenti, quello stupore che la ragazza aveva suscitato in lui e nei suoi compagni la sera prima.

La ragazza lo pregò con un cenno di smetterla,  percepiva un calore fin troppo conosciuto devastarle il petto e imporporarle il viso.

- Ci sono rimasto di sasso. E' un vero genio! -

Gli occhi di tutti erano su di lei adesso.

Vee sentì quegli sguardi, li aveva avuti più di una volta su di sè, e senza neanche immaginare come potessero fissarla, tenne il volto chino, ormai incapace di parlare.

Patrick rimase di stucco, la bocca aperta e tanta meraviglia a rendere i suoi occhi brillanti.

Amanda ed Elliot trattennero il respiro, ammutoliti.

Per poco Gerard non cadde a terra.

Come "solo ieri"?

Prima volta?

Ascoltate solo perchè "le piacevano"?

Non si era allenata come sostituta?

Vee gli aveva detto che aveva un buon orecchio e una buona memoria, ma imparare a cantare canzoni come quelle, in un giorno...

E le aveva cantate in quel modo...

I quattro rabbrividirono al pensiero che le avrebbe potute cantare meglio, se si fosse esercitata più a lungo...accidenti...ancora meglio di quella sera?

Allora la coreografia, i movimenti, quegli sguardi, quel modo di recitare... li aveva imparati pure in un giorno solo?

" E' davvero un"

-Non sono un genio, Alec- rispose Vee al ragazzo che si vantava per lei, andando contro quella che era l'evidenza dei fatti;

- Tu, Laura e mia nonna sembrate delle campane, sempre a ripetere la stessa cosa-

Gerry capì che non le piaceva essere definita superiore agli altri per qualcosa, ma non capì se fosse per umiltà, finta modestia o solo per imbarazzo.

-Ma hanno ragione, signorina-, un'altra voce si era unita a quella conversazione.

Vee fu avvicinata da un uomo poco più basso di Gerard, robusto ma in forma, i capelli grigi ben pettinati e un pallore sul volto, forse dovuto alla mancanza di sonno.

Gli attori videro Elliot che si complimentava alla ragazza e si presentava a lei come agente e manager di Gerard.

-Gerry, qui, è simpatico, ha carattere ed è dotato- e  lanciò uno sguardo che l'attore non seppe tradurre nè comprendere.

" Elliot che fa degli apprezzamenti...su di me?"

- Ma - continuò il manager, prendendole la mano e constatando quanto la pelle bianca nascondesse una morbidezza inaspettata,

- appena vorrai, fammi un fischio...lo mollo subito e divento tuo agente in un attimo!-

 

*****

 

Amanda e Patrick risero di gusto come Alec e Kate, che però furono chiamati in un angolo un secondo dopo da due uomini che si erano intrattenuti fino a poco prima con un terzo signore.

"Razza di..." si fulminò Gerard, scoprendo le vere intenzioni del suo caro manager.

Decise di stare al gioco, vedendo il sorriso divertito dell'uomo che ancora le teneva la mano.

-E così mi pianteresti in asso dopo tutto ciò che abbiamo passato insieme?- scherzò l'attore.

-Mettimi alla prova, Gerry caro!- gli rispose, scroccando uno sguardo d'intesa al suo cliente.

Vee rise, sinceramente divertita, mostrando quella lunga fila di perle bianche che aveva nascosto fino a quel momento dietro le labbra.

- Vee, non fidarti di lui! Per dargli retta ed accettare i contratti che mi procurava, mi sono ritrovato a saltare in piedi da un cavallo in corsa, affrontare ore e ore di trucco svegliandomi all'alba, combattere contro draghi inesistenti e una volta stavo per affogare attaccato ad un aggeggio che doveva sollevarmi dritto sull'acqua. E quella scena l'hanno pure tagliata, alla fine!-

La ragazza scoppiò in una risata quasi infantile, lo sguardo che correva da un uomo all'altro, entrambi soddisfatti di quel riso che contaggiò Patrick e Amanda.

Elliot diede una gomitata leggera al suo "caro" Gerry, che si portò una mano protettiva allo stomaco, un sorriso contaggioso anche lui, sulle labbra sottili.

Si rivolse nuovamente alla ragazza.

- Ma se deciderai di lavorare con me, ti troverò solo ruoli da protagonista. Tu li meriti sul serio, non come questo orso qui!-

-Non sia così rude con Gerard, signore. Non lo merita davvero...- lo difese lei, lanciandogli un sorriso che gli fece saltare il cuore nel petto.

- Si che lo merita! E' per questo che in tutti i copioni che gli propongo il suo personaggio crepa! E' una clausola del suo contratto che ho stabilito personalmente!-

 e rise, in coro con la moglie e il giovane attore, mentre la ragazza lanciava un'occhiata divertita al suo amico, cercando di trattenere le risate che le salivano alle labbra, spontanee.

-Pensavo fosse una scelta artistica...- disse Gerard, cercando di assumere un  finto tono serio, che fece solo aumentare il volume delle risa nel gruppo.

 

*****

 

Vee non credette di poter ridere tanto in vita sua, in quel gruppo dove l'unica persona a conoscere era Gerard, per un momento si sentì in famiglia, una sensazione confortante...quante risate aveva lasciato volare via da lei, nel vento del passato?

Quanti ricordi felici si erano infranti, distrutti da pochi, terribili momenti...

Cambiare, forse significava anche questo...ricominciare a ridere come una ragazza normale.

- Comunque, ragazza mia- lui lasciò la mano di lei, che aveva stretto ed accarezzato fino a quel momento, - guarda che, a parte gli scherzi, penso davvero che potresti fare grandi cose nel nostro mondo, quello del cinema. Ti basterebbe un piccolo ruolo in un film, e non dubito che saresti su tutte le copertine-.

Vee scosse leggermente la testa, mentre con un inchino ringraziava l'uomo che aveva davanti.

Era un'opportunità davvero grande.

- E' molto gentile da parte sua interessarsi ad una come me, non ho mai davvero pensato di diventare attrice, o cantante...In questo campo sono poco più di una dilettante perchè, vede, io sono-

 

-Allora vieni alla Julliard e diventa professionista-.

 

Un uomo con i capelli bianchi cortissimi e dritti era avanzato tra loro, parlando direttamente alla ragazza.

Seguivano poco distanti un uomo con la fronte sudata, fazzoletto in mano, e due ragazzi che Gerard riconobbe come Alec e Kate.

Erano visibilmente nervosi, i volti tesi in un'espressione seria che inquietò stranamente la ragazza in bianco.

La esaminavano con interesse malcelato sul viso.

Si presentarono ai presenti come professori della scuola d'arte Julliard, insegnanti di canto e danza.

Alec era raggiante, forse per qualcosa che si erano detti prima, e ora lanciava a Vee sguardi curiosi e imploranti di una risposta la cui domanda era rimasta taciuta.

 

-Potresti fare grandi cose!- le avevano detto.

Vee era arretrata di qualche passo vedendo il loro incedere deciso nella sua direzione.

"Cosa vogliono da me questi due?"

Si era aggrappata alla manica della camicia dell'unica persona che gli pareva di conoscere davvero, in mezzo a tutti quegli estranei, e continuò ad osservarli con sospetto, pregando che se ne andassero presto per ritornare a divertirsi come poco prima.

 

Gerard sentì il contatto delle sue mani con la stoffa della sua camicia, ed ebbe un breve brivido che gli corse lungo la schiena.

"Che succede?"

La vide, un'espressione seria e timorosa modellava le sue labbra e la linea degli occhi, corrugandole leggermente la fronte.

Contemplò i due che le parlavano.

Analizzavano la ragazza con la stessa espressione con cui un collezionista avrebbe ammirato un prezioso soprammobile, valutando quale fosse il prezzo giusto da sborsare per ottenerlo e quale prestigio e guadagno avrebbe ricevuto in cambio.

Non gli piaceva quello sguardo, ma non potè fare a meno di pensare che la Scuola in questione era la più prestigiosa di New York: Meryl Streep e Jeremy Irons erano stati licenziati da quell'istituto e i risultati erano fin trippo evidenti agli occhi del mondo.

Oltretutto le proponevano di entrare senza nemmeno dover affrontare le selezioni, quelle durissime selezioni che avevano più di una volta infranto sogni e spezzato grandi carriere sul nascere.

 

- Ti offriamo questo, signorina Miller-

- Vi ringrazio- esordì lei, desiderosa di troncare presto ogni relazione con quei due signori, - ma non sono interessata, frequento già l'università-

- Ma Mr Dawson ci ha rivelato che vi laureerete tra poco più di un mese, in anticipo di un anno per giunta...-

Fu l'uomo con il fazzoletto umido di sudore in mano a parlare, i suoi occhi scuri brillavano di successo indicando il giovane Alec, che si meritò un'occhiata disarmata dalla ragazza castana.

" Perchè non gli hai detto anche le mie misure, già che c'eri?"

-E' così, ma-

-Sembra che la signorina Miller non abbia intenzione di proseguire i suoi studi -

Un uomo non molto alto, la testa spruzzata di cenere e un marcato accento inglese si fece strada tra i due professori lasciandoli senza parole, il disappunto in faccia.

Patrick, che lo vide per primo, urlò il suo nome, seguito da Gerard, che aveva udito la sua voce già durante lo spettacolo, pur non riconoscendola.

 

-Andrew!-

-Sir Andrew!-