Capitolo 11
Proseguimento
La canzone che seguì era un meadley molto elegante e ben eseguito da Leda Williams delle canzoni più belle di Cole porter.
Un omaggio gradito da tutti, soprattutto dalle signore delle file posteriori che bisbigliavano cose come " é così che mio marito mi ha invitando a ballare" o " la nostra canzone...che nostalgia".
Leda era bellissima con un abito da sera semplice ma elegante, che metteva in risalto le forme gentili.
L'oro le donava molto, senza ombra di dubbio; fu accompagnata in alcuni splendidi duetti di grande effetto da un ragazzo, di colore anch'esso.
Molti notarono la loro somiglianza fisica.
Poi fu il turno di un balletto: Chorus line.
Tutti indossavano costumi pieni di payette e lustrini dorati, e si muovevano allegramente, un bel sorriso tra le loro labbra soddisfatte.
La canzoni seguenti furono un omaggio a Julie Andrews ed ai suoi films.
Una ragazza, corti capelli biondi e occhi azzurri scintillanti entrò in scena con un cesto di vimini, una camicetta bianca, la gonna ampia e marrone e un simpaticissimo cappellino di paglia.
La musica risuonava come una eco, Laura intonava una melodia conosciuta ed amata:
The hills are alive with the sound of music...
Il balletto della canzone tratta da quel film fu molto carino ed apprezzato, grazie al modo in cui erano stati preparati i costumi, larghi per far sembrare bambini i ballerini che li indossavano.
Davvero un bell'effetto, e le signore sedute dietro non poterono fare a meno di commentare positivamente la loro scelta.
Poco dopo fu il turno di una dozzina di ragazzi tutti vestiti da spazzacamini, il volto spruzzato di polvere. Kate, vestita da Mary Poppins, danzava solamente con un ragazzo ed una ragazza vestiti a loro volta da bambini, mentre Jamal eseguiva quella canzone danzando con gli altri.
Aveva una voce bassa e potente, profonda e diversa da quella del ragazzo che, interpretando Giuda e il Fantasma, aveva dimostrato di essere molto versatile.
La misica, così come i ballerini sul palco iniziarono a scomparire lentamente per lasciare spazio ad un altro tema ed ad un'altra canzone.
Don't Cry for me Argentina...
Vee fu molto brava ad interpretare questa canzone.
Enfatizzò la donna Evita variando l'espressione della voce in una tonalità più matura.
Si sarebbe detto che pure la voce stesse tentando di immedesimarsi, con successo, nella donna che cambiò la storia del suo paese.
Il pubblico salutò il suo ritorno in scena con un applauso e un sospiro, che a molti uscì spontaneo.
La scena, che l'aveva vista protagonista di un così tenebroso incontro, aveva in qualche modo fatto temere per la sua vita, ma ora che lei era davanti a loro, anche se in un altro ruolo, sia i bambini che le signore più sensibili della casa di riposo trassero un sospiro di sollievo nel constatare che Christine (alcuni la chiamarono così) stava bene.
Lei cantava da una scalinata mobile, solo pochi gradini, che era stata portata dal dietro le quinte attraverso un'apertura nella scena, mascherata dal secondo sipario e dal telone nero che rivestiva la parete.
Se la scena fosse stata esaminata del tutto, si sarebbe constatato con una certa sorpresa, che il palco, si estendeva in profondità per almeno dieci metri, compreso il backstage, contro gli otto metri di larghezza.
Un teatro di tutto rispetto. Chissà perchè era stato abbandonato...
Davanti a lei iniziò a danzare una coppia.
In lui, Gerard riconobbe il fantasma che aveva osato sedurre (o essere sedotto) dalla Christine interpretata da Vee, nella ragazza che invece danzava con lui, gli occhi chiari, le lentiggini ed i capelli rossi, riconobbe la Maddalena dagli abiti succinti e la solare Mary Poppins.
Ballavano con un trasporto particolare che non mancò di colpire il pubblico.
- Ma come?- si domandò Elliot, senza preoccuparsi di abbassare la voce - ha cantato con un mostro di bravura, sembrava innamorato perso di lei e ora fa gli occhi dolci a Mary Poppins?-.
Ormai era caduto senza scampo nel mondo della rappresentazione.
Patrick sorrise divertito.
- La magia del teatro, Elliot. Niente è come sembra...-
"Niente è come sembra..." ripetè Gerard nella sua mente.
*****
Evita scomparì, come la sua interprete, lasciando il posto ad altri ballerini che seguendo i due ragazzi davanti a loro, danzarono delicatamente sulle note del tema di Romeo e Giulietta.
I loro movimenti erano calcolati alla perfezione, seguendo ogni variare della melodia.
Alla fine i due giovani, Alec e Kate, si baciarono sulla scena.
- Oh- Patrick rimase interdetto,- non so quanto QUELLO fosse compreso nella coreografia!- e sorrise all'amico, che sembrava sollevato da chissà quale peso invisibile.
I've met a girl named Maria...
Cantò il ragazzo, rimasto solo sulla scena, la camicia bianca ed i pantaloni neri, i capelli leggermente scomposti per la danza.
I kissed a girl named Maria...
la sua voce era intensa e l'interpretazione efficace.
Patrick rimase piacevolmente colpito. Il suo amico era maturato molto in quei tre anni, e ora riusciva a vedere i frutti di tanto lavoro.
Mariaaaa...
Una musica pronta e molto più movimentata lo colse di sorpresa, o almeno quella fu l'impressione che il pubblico dovette ricevere dal voltarsi rapido di Alec/Tony che si vide circondato da una dozzina di persone, sei ragazzi e sei ragazze, ogni gruppo vestito di abiti dai colori sgargianti e le ragazze da camicette colorate e gonne ampie anni '50.
Il ragazzo corse, il volto con un sembiante scioccato, dietro le quinte, mentre la musica accompagnava la voce di Leda e Thòmas, di Laura e Jamal.
I want to live in America
ok by me in america
all is free in america
for a small fee in america.
La coreografia era molto allegra e movimentata, e Gerard si era stupito di come quei ragazzi riuscissero a cantare così bene nonostante movimenti così stancanti.
Chiese a Patrick come ci riuscissero.
-Questione di allenamento, Gerry. E tanta volontà. Il teatro è pesante, lo sai anche tu, ma il musical è massacrante. Devi saper fare tutto. E un film cantato, il nostro per esempio, è tutta un'altra cosa. In scena non hai lo studio di ragistrazione, se sbagli se ne accorgono tutti, non c'è nessun tecnico che ti dice " Va bene, Patrick. Ricominciamo!". Una volta sul palco si va avanti fino alla fine. Ma quando inizi a cantare è un'emozione sempre diversa...non ne posso fare a meno, è come una droga. Capisci quello che voglio dire, amico?-
Gerard annuì.
Capiva bene. In un certo senso era la stessa cosa che provava lui davanti alla telecamera, ogni volta che il regista gridava "azione"...
La musica finì, e i ragazzi, ritirandosi in fondo alla scena, erano stati inghiottiti dal secondo sipario. Delle tende bianche scivolarono su quelle nere, mentre ancora una volta una musica nota, questa volta però dolce e melodiosa, si insinuava lentamente, quasi strisciando tra le poltrone.
Patrick lanciò al collega un'occhiata complice. Amanda gli lanciò uno sguardo emozionato.
Elliot sorrise compiaciuto.
- Te la ricordi, Gerry?- disse all'attore seduto accanto a lui, - Mi ricordo ancora quando ti ho telefonato e ti ho chiesto se saresti stato in grado di cantare in un musical...- e rise al pensiero di come il suo assistito era uscito dal provino con Joel ed Andrew.
Sudato, la gola secca, le palpitazioni...e aveva solo cantato!
- E' proprio una rimpatriata, eh? Manca solo Emmy qui e potremmo fare davvero gli ospiti d'onore!-
- Già- sorrise Gerard, pensando all'ironia di quella rappresentazione.
Fremette.
Quella canzone l'aveva amata.
Lo aveva commosso infinite volte.
L'aveva resa sua, e ora era nelle mani di qualcun altro.
Si sentì geloso di quella canzone, di quei sentimenti e di quelle emozioni che riusciva sempre a scatenare in lui.
Sapeva che sarebbe stato solo il fantasma a cantare quella canzone.
E se la ragazza fosse stata sulla scena, almeno non l'avrebbe ammaliato ancora con la sua voce da sirena.
*****
Parte seconda Music of the night
Il ragazzo entrò lentamente dal lato destro delle quinte.
La maschera era al suo posto, e il giovane non sembrava più il giovane che aveva intonato Maria poco prima, ma un uomo elegante, la cui postura eretta e l'andatura felpata ne rendevano intrigante la vista.
Rimase al centro della scena.
L'intro era durato abbastanza da raggiungere il centro del palco, a meno di un metro dal bordo interno del palcoscenico.
Il tono era basso, la voce dolce, sempre regolare e pulita nell'esecuzione.
Night time sharpens
Heightens each sensation
Darkness wakes
And stirs imagination
Silently the senses
Abandon their defenses
Helpless to resist the notes I write
Intonando queste ultime parole aveva rivolto lo sguardo alla quinta sinistra, lasciando il pubblico ad ammirare il suo profilo, mentre tendeva lentamente la mano.
For I compose the music of the night ...
nel frattempo le tende delle quinte si mossero, ed con la mano all'altezza degli occhi scuri, una ragazza scostò delicatamente la stoffa nera, iniziando a sua volta a cantare.
Slowly, gently
Night unfurls its splendor...
Gerard sobbalzò nel sentirla cantare ancora, proprio quella canzone. Quella canzone non era nata per essere cantata da lei. Sarebbe stato un dono troppo grande. Troppo per i comuni mortali. Si ritrovò a pensare che, quel giorno, Dio aveva deciso di graziare l'umanità.
Grasp it, sense it
Tremulous and tender...
La sua voce morbida parve colpire tutti per l'ennesima volta.
Nessuno riusciva e staccare gli occhi da lei, nemmeno Patrick che, se fino a quel momento era riuscito a sembrare immune dal suo incantesimo, ora la fissava meravigliato e sedotto da tanto fascino così ambiguo ed irresistibile. Quale eleganza, quale candida seduzione, quale impercettibile nostalgia stava agendo sugli ignari spettatori...era impossibile dire ciò che si provava in quel momento, solo la musica e la voce dei due che si univa in un tenero duetto, mentre lei, dopo avergli teso la mano, gli era girata intorno, sotto lo sguardo assorto di lui, che sembrava cercare di resistere alla tentazione di caderle ai piedi. Meno male che aveva indosso la maschera, altrimenti i suoi professori avrebbero inarcato il sopracciglio nel constatare il rossore che ormai si era fatto strada sulle guance di Alec...o forse no...entrambi loro infatti non avevano occhi che per la ragazza. Un uomo, seduto accanto ai professori in prima fila, singhiozzò; vecchi ricordi gli tornarono alla mente.
Hearing is believing
music is decieving
hard as lightning, soft as candle light....
Alec la fissò, tenendole entrambe le mani ed intrappolando il suo sguardo nei suoi occhi.
dare you trust the music of the night...
La ragazza lasciò una delle sue mani e voltandosi verso il pubblico, li pregò
Close your eyes
for your eyes will only tell the truth...
poi si voltò verso l'uomo con la maschera, avvicinando un poco i loro volti, le dita intrecciate. Insieme proseguirono:
and the truth isn't what you want to see...
in the dark it is easy to pretend...
that the truth is what it ought to be...
Il ragazzo la strinse a sè in modo che la sua schiena fosse contro il proprio petto.
Softy... sospirò Alec,
deftly... sussurrò Vee in risposta
Music shall caress you...
le loro voci erano una.
hear it... esordì lei, prendendogli mano, che fino a quel momento era stata appoggiata sulla sua.
feel it... sussurrò lui, stringendola e avvinghiandosi di più al suo corpo sottile.
insieme sussurrarono nuovamente ed intonarono la strofa in sintonia.
secretly posses you...
open up your mind,
let your fantasies unwind
in this darkness which you know you cannot fight...
the darkness of the music of the night..
La cantante chiuse gli occhi mentre la sua voce si faceva via via più piena ed alta, come quella del suo compagno.
Close your eyes
start a journey through a strange new world,
leave all thoughts of the world you knew before...
close your eyes and let music set you free...
aveva socchiuso le labbra in un lieve soffio nel pronunciare l'ultima parola, mentre il fantasma aveva teso la sua voce e si esibiva in una splendida conclusione di strofa che ricordava molto un giovane Michael Crawford. Davvero ammirevole.
Aprì gli occhi quando il fiato di lui scemò.
Only then...
can you belong to me...
Domandarono entrambi, ancora abbracciati.
Poi il ragazzo lasciò che le sue mani, tenendo quella della ragazza strette nelle sue, corressero sul corpo di lei, carezzandole lievemente i fianchi e la vita.
Floating... sussurrò lui.
floating...ripetè lei subito dopo, una dolcezza e una malinconia particolare nella voce.
Falling...
Falling...
Sweet intoxication....
Che armonia, che passione in quei movimenti così semplici...avevano passato una vita intera ad amarsi così?
Molti dubitarono che fossero semplicemente amici.
Touch me...
touch me...
trust me...
trust me...
Savour each sensation...
e, liberandola dal suo abbraccio, tenne comunque la sua mano mentre avanzava verso la platea.
La giovane lo seguì, riprendendo a cantare in coro con Alec.
Le loro voci erano fuse in un'unica grande eufonia di sentimenti e passioni, le luci erano immobili, soffuse ed irreali.
Let the dream begin
let your darker side give in
to the power of the music that I write...
the power of the music of the night...
ora era Alec a tenere la nota bassa, sospirando appena, mentre la voce di lei si innalzava nuovamente verso il cielo, in un acuto non potente come i precedenti, ma dotato della stessa carica di emozioni che lasciò i presenti a chiedersi quale fosse la sua magia...
...se avesse davvero accanto l'angelo della musica...
Mormorò appena, la melodia proseguiva; l'uomo in nero e la maschera tirò la donna a sè, indietreggiando, lontano dal bordo del palco.
You alone can make my song take take flight....
ormai lui quasi scompariva nella telone nero, mentre sussurava le ultime note.
help me make the music of the night...
help me make the music of the night...
La ragazza ammantata di neve l'aveva seguito, la mano sempre in contatto con la sua, ripetè le sue parole con morbidezza, e insieme mantennero l'ultima nota per tantissimo tempo, fino a che anche il secondo sipario non cadde sull'ultimo suono di quella canzone.
- Bellissimo...- sussurrò Patrick, riprendendosi dalla magia della canzone appena ascoltata.
- Non credevo che si potesse cantare anche così, questa canzone...- disse Amanda al marito, gli occhi lucidi, ma non per la stanchezza.
- Ed io che pensavo che fossero dilettanti...Gerry, neanche tu l'avresti potuta cantare così!-
Elliot si meravigliò delle sue stesse parole.
La versione di Music of the night di Gerry gli era piaciuta moltissimo, più di quanto avesse ammesso al suo stesso cliente.
L'aveva trovata intrigante, dolce e...sensuale, si, sensuale era l'aggettivo giusto, quello che gli era venuto in mente ma che non aveva osato dire nè a Joel, nè ad Andrew e tantomeno ad Amanda e Gerry.
Però...quel giorno, in quel piccolo teatro di periferia...aveva ascoltato qualcosa che forse non avrebbe dovuto...vedere, ascoltare tanta bellezza non era giusto per un uomo a volte cinico, come lui...si ritrovò a pensare di non essere degno di essere lì, e di dover ringraziare davvero il suo assistito, per avergli concesso quel dono tanto mirabile.
Ma lui era il manager, non lo avrebbe ringraziato di certo.
Non a parole, almeno.
Gerard riflettè sulle parole del suo manager.
"Neanchè io avrei potuto cantare così Music of the night...e ha ragione!"
Non perchè non ne avesse le capacità, puntualizzò a sè stesso.
Il ragazzo era davvero molto bravo, ben dotato e la sua voce l'aveva colpito molto, però non ritenne di essere inferiore a lui.
Solo non sarebbe riuscito a spiccicare parola dopo aver sentito cantare "quella" Christine.
Si domandò come ci fosse riuscito quel damerino.
"Ma non sono un attore professionista? Dove è finito il mio sangue freddo?"
Il sangue avrebbe cominciato a ribollirgli nelle vene dopo la prima strofa...come era successo poco prima...e l'attore era seduto in platea...non riuscì neanche ad immaginarsi cosa sarebbe accaduto se avesse dovuto davvero stringerla tra le braccia come aveva fatto con Emmy e cantare quel romantico duetto...Vee gli avrebbe risposto sussurrando a sua volta, la loro musica...
L'attore scosse il capo.
" Basta pensarci, tanto non succederà mai di certo!", e si dispiacque appena di quella prospettiva.
Non gli piaceva mettere a rischio il suo autocontrollo.
Non gli piaceva per niente.
Nonostante già un'altra musica stesse nascendo dalle ceneri dell'ultima, il pubblico si esibì in un applauso che durò abbastanza a lungo.
Quei ragazzi erano riusciti a stregarli ancora una volta.
Una voce famigliare ai due attori parve giungere da un posto vicino al loro, in fondo alla fila di poltrone ma, se intesero le sue parole, non riuscirono a distinguere il suo volto nell'oscurità che accompagnava la nuova canzone.
- Quei due...li voglio!-