Capitolo 10

The phantom of the opera

 

Ormai tutti trepidavano.

Il primo basso li aveva risvegliati, se ce ne era stato bisogno e ora, mentre la musica proseguiva, il secondo sipario si sollevava, rivelando qualcosa come un giaciglio in un angolo della scena.

E sul giaciglio una figura bianca distesa con grazia, il braccio reggeva come un cuscino il capo che vi era poggiato, insieme ai lunghi capelli castani che erano lasciati liberi e sparsi sul velluto nero.

Vicino al suo grembo, poggiato sulla morbida stoffa, una rosa.

Mozzava il fiato...quella  sorta di bellezza eterea che, con gli occhi chiusi, sembrava una fata, una tenera creatura della luce immersa nelle tenebre.

Aprì gli occhi lentamente, e ancora distesa su un fianco iniziò a cantare.

 

In  sleep he sang to me, in dreams he came...

 

Sollevò dolcemente il capo, seguita dalle spalle, e dal busto.

I capelli le scivolarono con grazia naturale sulle spalle, accarezzando il volto bianco di lei; la sua scollatura, innocente su un fisico più alto e robusto del suo, era sensuale e ingenuamente provocante sul corpo snello e asciutto di lei, mettendo in risalto ogni singolo sollevarsi delle sue spalle al respirare.

 

That voice which calls to me, and speaks my name...

 

Aveva preso la rosa in mano e nel cantare quelle brevi parole, l'aveva stretta sul cuore con dolcezza, gli occhi socchiusi.

Un angelo innamorato che stringeva un pegno d'amore al petto.

Aprì gli occhi verso il pubblico, ancora seduta, la realtà di quello che stava cantando le brillava nello sguardo.

 

And do I dream again, for now I find...

The phantom of the opera is there, inside my mind...

 

Rimase immobile, voltando il viso verso il lato opposto del palco.

Una voce le rispose da dietro la tenda nera e trasparente.

 

Sing once again with me, our strange duet...

my power over you grow stronger yet..

and though you turn from me, to glance behind...

the phantom of the opera is there, inside your mind...

 

La voce di lui era pulita e chiara, e raggiungeva tonalità alte.

Un tenore con una voce chiara e simile all'originale fantasma dell'opera.

Se Alec avesse potuto sentire quei complimenti, fatti solo con la mente e il pensiero dai suoi professori, beh...ne sarebbe rimasto molto contento.

La musica continuò, lei si alzò in piedi, lasciando la rosa sulla delicata stoffa nera e si rivolse all'uomo nascosto nella penombra del velo, che lo rendeva visibile solo grazie alla tenue luce di un riflettore che lo illuminava dall'alto.

La maschera era bianca e liscia, e ricopriva quel volto dai lineamenti offuscati in maniera affascinante.

E la voce di Vee di nuovo accarezzò l'aria.

 

Those who have seen your face, draw back in fear...

 

Si avvicinava ora passo dopo passo, lasciando che la veste, troppo lunga per lei, proseguisse il contatto col suolo.

 

I am the mask you wear...

 

la voce rispose.

 

It's me they hear...

 

ed insieme intonarono il loro primo vero incontro.

 

My spirit and your voice

                                   Your spirit and my voice...

in one combined...

The phantom of the opera is there...inside your mind...

                                                                                  inside my mind....

 

ormai lei gli era ad un passo, le loro mani erano una contro l'altra e solo il sottile velo scuro li divideva, mentre il coro sottofondo sussurrava appena...quando la musica riprese ancora, viva e disperata.

 

Lui cantò ancora.

 

In all your fantasies, you always knew...

that man and mistery...

 

were both in you..

 

cantò lei, voltandosi, verso il pubblico, gli occhi socchiusi, come in estasi...

e, quasi fosse la cosa più naturale del mondo, ripresero ad udire le loro voci intonare ancora quel canto, insieme.

 

And in this labyrinth, where night is blind...

the phantom of the opera is there...inside your mind...

                                                                                  Inside my mind...

 

a quel punto Vee si era voltata verso la maschera e guardandola per un attimo, si era girata nuovamente dall'altra parte, come per tornare indietro nel suo giaciglio, lì, nel suo mondo dei sogni.

Fece pochi passi, poi la voce di lui sembrò colare nell' anima come miele, un ordine alla quale lei non avrebbe potuto negare una risposta positiva.

 

Sing, my angel of music!

 

la ragazza si voltò, come ipnotizzata dalla voce che le chiedeva solo ciò che il cuore era pronto a fare sin da suo primo battito.

 

He's there, the phantom of the opera....

 

il primo vocalizzo sciolse i cuori di tutti, trasportandoli oltre la scena che avevano davanti; li fece tremare, mentre lei si avvicinava di un passo all'uomo con la maschera...riecheggiava ancora nell'aria quando il secondo nacque in un sogno di tenebre; il terzo turbò le coscienze...assistevano alla caduta di un angelo che gridava il suo amore al demonio e non facevano nulla per fermarlo...

Le luci iniziarono a muoversi freneticamente intorno a loro, mentre lei gorgheggiava, la mente ormai ubriaca dell' uomo che aveva davanti e che le chiedeva di cantare per lui.

 

Sing for me!

 

l'ultimo vocalizzò la lasciò lì,  appoggiata al petto dell'uomo con il mantello nero e la maschera bianca. Le loro dita intrecciate attraverso il velo di notte.

Aveva spezzato la musica, riuscendo a trascinare il pubblico nel loro mondo d' amore e tenebra.

La luce di tutti i riflettori li illuminò prima di spegnersi e lasciare che il secondo sipario si chiudesse.

Un applauso fragoroso esplose nel teatro qualche secondo dopo.

Avevano visto un fantasma e la sua amata.

 

****

 

Tutto il pubblico era rimasto scosso all'inizio della musica e nel vedere il secondo sipario, quello posteriore aprirsi, fu accolto come una novità in quel buio.

La figura bianca apparve in tutto il suo splendore come se fosse la cosa più naturale di tutte, come se avesse sempre vissuto in quell'oscurità in attesa di quel breve barlume di luce.

" Oh mio Dio..."

Vee aveva aperto gli occhi intonando la sua prima strofa ed i due attori dilatarono gli occhi per la sorpresa. Sembrava un'altra...

Gerard la ammirava confuso.

Nel suo animo sentimenti contrastanti.

Ricordò le parole di lei, pronunciate quell'unica notte passata insieme.

-Nel nostro spettacolo,  la ragazza che interpreta Christine è innamorata cotta del ragazzo che interpreta il fantasma. Le abbiamo affidato il ruolo solo perchè così speriamo che si mettano insieme...- e per un attimo sentì il mondo crollargli addosso nel vedere lei, stesa come una dea in quella semplice vestaglia bianca mentre interpretava quella parte...poi ricordò ciò che Vee stessa gli aveva detto solo qualche minuto prima.

Una sua compagna si era ammalata e lei l'aveva sostituita...era quello il ruolo che aveva acquisito?

Quale scherzo del destino era mai quello?

Vedendola così, pensò che nessun' altra avrebbe potuto aspirare a tanta grazia.

 

Come era bella... gli occhi verdi di Gerard ormai la fissavano come ipnotizzati.

Sentì la sua voce.

Gli parve di sentire Emmy cantare allo stesso modo, ma la sua collega aveva una tecnica, una conoscenza della sua voce perfetta che la ragazza che aveva di fronte  non aveva, e non sospettava neanche...la Christine che aveva davanti cantava soltanto, come se le parole potessero nascere e sgorgare dalle sue labbra solo in quella forma, accompagnate dalla musica.

Quando vide la ragazza stringere la rosa tra le dita, in un lampo sognò di essere stato lui a donargliela, e poter essere complice di quel fiore per il piccolo piacere e sollievo che lei provava.

La voce del fantasma spezzò quell'illusione.

Anche lui era stato il fantasma dell'opera sul set, ma in quel momento quel personaggio che aveva tanto amato era vittima della più crudele critica da parte dell'uomo...aveva interrotto il canto dell'angelo della musica...

poi lei riprese, alzandosi dal giaciglio di velluto nero brillante.

Immersa in quell'oscurità, sembrava lei lo spettro, il candore della pelle competere e vincere contro la stoffa merlettata che la rivestiva.

Ad ogni passo che le vedeva fare, un groppo gli saliva alla gola...sembrava di vederla sprofondare inesorabilmente tra le braccia della notte, e vedendo l'uomo con la maschera rispondere al suo canto, provò una stretta allo stomaco, un livore invadere il suo petto risalendo dalle viscere fino alle tempie.

Cosa voleva fare? Salire sul palco, prendere il posto di "quel fantasma" e cantare quella strofa con lei?...solo poche parole con lei...sarebbe stato...confortante...e terribile allo stesso tempo.

L'uomo non riuscì a sostenere il peso di tale fantasia.

Quando Vee si voltò, lo sguardo, il corpo quasi in estasi per quell'incontro velato, Gerard degluttì.

"Sta recitando?"

Riusciva difficile crederlo, sentendo come la canzone, che celebrava il fascino delle tenebre e il  trionfo del fantasma, sembrava essere diventata una dichiarazione di amore incondizionato da parte della ragazza...

 

Sing my angel of music...

 

E le lo fece.

Trascinando tutti, compreso Gerard in un vortice di innocenza e passione che mai si sarebbero aspettati.

Gli angeli piangevano perchè il più bello tra loro cadeva nelle tenebre di un amore maledetto, ma sorridevano ancora, grati di quel momento di felicità che valeva più di una eternità nell'immobile fluire del tempo, senza amore, senza passione.

Vedere le loro mani unite lo lasciò colmo di emozioni.

Era una nuova canzone, quella che aveva sentito, non avrebbe potuto paragonarla a nulla, non avrebbe cercato termini per descrivere ciò che i suoi occhi avevano osato cogliere.

 

- E' stato incredibile, non è vero, Gerard? non credevo che Alec avrebbe cantato così bene...e la sua ragazza è uno schianto, la sua voce mi ha fatto venire la pelle d'oca, e l'ultimo vocalizzo...Gerard? stai bene?-

Patrick fissava ora l'amico e collega con un'aria preoccupata, mentre le luci si accendevano sulla nuova canzone.

Gerard venne richiamato ancora da Patrick, che ora lo scuoteva un poco.

-Che ti succede, amico? hai gli occhi lucidi-

Era vero.

"Perchè? Perchè?"

- Nulla, Patrick. Solo un pò di stanchezza. Non ho dormito ieri sera e ora sbadigliò di continuo...-

-Capisco...anche se io non riuscirei a chiudere occhi con una bellezza come quella di prima che canta così...sveglierebbe pure i morti! Dillo che avresti voluto esserci tu su quel palco a cantare questa canzone con lei!- gli lanciò un sorrisetto strizzando l'occhio.

Gerard immaginò la scena...la vide nascere davanti ai suoi occhi, lei soave nel suo abito bianco cantare solo per lui, in quel modo...intrecciare le sue dita con le sue, i suoi occhi pieni di amore e desiderio.

Trasalì.

Era troppo.

Come avrebbe potuto guardarla negli occhi dopo averla vista così innamorata di un altro?

Solo dopo realizzò che era un recital, uno spettacolo...quei sentimenti erano nati sulla scena, e sarebbero rimasti sulla scena.

Lui lo sapeva bene.

Era un attore, un esperto di sentimenti.

Gerard era un interprete di sentimenti.

-Comunque, fossi in Alec non me la lascerei sfuggire, la ragazza- disse Patrick, cercando di sedersi più comodamente.

Durante la canzone precedente non aveva accennato a muoversi per non perdersi il numero del suo amico.

"Non è la SUA ragazza" urlò l'attore, ma solo col pensiero. Non poteva dire nulla, nè negare che potesse esserci qualcosa tra i due.

Ma se così fosse stato, quale sarebbe stato il suo ruolo in quella storia?

Come avrebbe potuto competere con un ragazzo giovane, affascinante senza dubbio e più vicino, più simile a Vee di quanto lui stesso odiasse ammettere?

Vedendoli insieme, proprio il pensiero che fossero davvero una bella coppia era stato l'unico che non gli aveva fatto assaporare in pieno quella performance.